Saldatura all’arco: macchine e procedimenti industriali

Le saldature industriali sono davvero moltissime e la loro elencazione è più che lunga: un cenno particolare, però, lo merita la saldatura all’arco, con tutti i procedimenti e le macchine collegate. In questo caso, infatti, il calore per la fusione viene prodotto da un arco voltaico (da qui il nome) fra due elettrodi, uno dei quali è solitamente costituito dall’oggetto che deve essere saldato. I procedimenti previsti sono sostanzialmente tre: anzitutto, si procede con la saldatura con elettrodo metallico (filo o bacchetta metallica nuda, animata o rivestita) che fornisce, fondendo, il metallo di apporto; ma la saldatura in questione può avvenire anche con un elettrodo non fusibile (carbone) e con il metallo di apporto in filo o bacchetta fusa dall’arco, senza dimenticare la saldatura con l’arco fra i due elettrodi (al di fuori dall’oggetto).

Libano, in aumento le principali esportazioni industriali

Spesso si è poco abituati a immaginare determinati paesi alle prese con attività specifiche: è il caso del Libano, del quale bisogna però ricordare che rappresenta il primo partner commerciale del nostro paese. In effetti, secondo quanto pubblicato dal locale Ministero dell’Industria, il paese si è caratterizzato per un buon aumento delle esportazioni nel corso dei primi otto mesi di quest’anno (+7,4%), con una quota complessiva davvero molto interessante, vale a dire tre trilioni di sterline libanesi (circa 1,8 miliardi di euro). Cosa ha provocato un simile rialzo? Anzitutto, c’è da sottolineare che la crescita è cominciata sin dal 2009 e attualmente sono soprattutto i prodotti chimici industriali a guidare questa ideale classifica.

Le macchine industriali per la saldatura a resistenza

Le macchine che vengono solitamente sfruttate per la saldatura a resistenza sono costituite da un trasformatore il cui secondario a bassa tensione (fra 0,45 e 12 Volt, a seconda della potenza della macchina) eroga la corrente alla zona di saldatura: la pressione può essere poi di tre tipi, vale a dire con comando a pedale, con comando pneumatico e con comando idraulico. La regolazione della intensità di corrente avviene andando a variare il numero delle spire del primario, oppure con l’autotrasformatore di alimentazione a prese multiple, oppure ancora con dei dispositivi elettronici che consentono di parzializzare le onde di corrente (si parla dell’head control). L’innesco e l’interruzione della corrente, invece, hanno luogo mediante degli interruttori meccanici ed elettromagnetici.

Pulizie industriali: il progetto Pchs di Copma Service Team

Copma Service Team è la cooperativa emiliana che si contraddistingue da ben quaranta anni per l’alta qualità delle proprie pulizie industriali, oltre che per la sanificazione di impianti e canalizzazioni: ora, però, il nome della società di Ferrara può essere associato anche a quello di un importante progetto, il quale ha assunto la denominazione di Pchs. Di cosa si tratta esattamente? Come ha spiegato in maniera dettagliata una settimana fa Alberto Rodolfi, numero uno della stessa Copma, l’intento è quello di implementare un sistema di igienizzazione e sanificazione degli ambienti sanitari attraverso lo sfruttamento dei cosiddetti “bacillus buoni”: questi ultimi non sono altro che dei batteri ad alta competitività, in grado di distruggere quelli dannosi (il riferimento va ai batteri probiotici).

Meccanica industriale: il calcolo della potenza effettiva

Come insegnano la meccanica generale e quella applicata, la misura della potenza effettiva può essere ottenuta attraverso diversi metodi: quali sono quelli più usati a livello industriale? Il cosiddetto “freno di Prony” è uno di questi. Tale metodologia è la più adatta per le potenze che sono inferiori ai cento Cavalli Vapore e una velocità non superiore ai quattrocento giri al minuto: la potenza che viene sviluppata in questo modo va dissipata nell’attrito che si manifesta tra la puleggia e i ceppi che sono stretti su di essa. Un peso noto, inoltre, andando ad agire con il braccio di leva, può generare un momento uguale e opposto al momento motore; moltiplicando questo stesso momento per la velocità angolare, si ottiene il valore della potenza espresso in chilogrammetri al secondo. Al posto del peso, comunque, è sempre possibile sfruttare un dinamometro.

Calabria: continuano le audizioni sulle aree di sviluppo industriale

Le aree di sviluppo industriale della Calabria sono quelle che al momento attuale meritano una considerazione maggiore rispetto alle altre presenti nel nostro paese: in effetti, i rappresentanti dei rispettivi consorzi stanno proseguendo nelle loro audizioni di fronte al Consiglio Regionale, senza dimenticare che è stata predisposta in tal senso una Commissione Speciale di Vigilanza, a conferma dell’urgenza di interventi. Quali zone vengono coinvolte in misura maggiore? Finora sono intervenuti i distretti di Crotone, di Reggio Calabria e di Vibo Valentia, ma c’è anche grande attesa per quel che concerne l’area di Catanzaro, una delle più importanti a livello territoriale, anche perché si tratta, come è noto, del capoluogo di regione.

Trasmissione del moto rotatorio: i cuscinetti a rotolamento

I cosiddetti cuscinetti a rotolamento possono essere suddivisi in tre distinte categorie: a livello industriale e di organi meccanici, infatti, si possono incontrare cuscinetti radiali, assiali e obliqui. I cuscinetti radiali sono a loro volta distinguibili in altre tre tipologie, vale a dire quelli rigidi con una o due corone di sfere, quelli con anello esterno che può essere sfilato e una corona di sfere (speciale per i magneti) e quelli orientabili con due corone di sfere. C’è comunque da dire che si può avere a che fare anche con altri organi, quali i cuscinetti radiali rigidi con rulli, quelli orientabili a rulli, quelli muniti di bussola di calettamento, quelli a rulli elastici e infine quelli a rullini. I cuscinetti assiali sono a loro volta di vario tipo.

Mechel Oao, varato un complesso industriale per il ferro-nichel

Mechel OAO, una delle principali compagnie russe per quel che riguarda il comparto minerario e metallifero, ha annunciato il lancio da parte del Southern Urals Nickel Plant di un complesso industriale sperimentale al fine di produrre ferro-nichel: la cerimonia è imminente e si parla già delle principali lavorazioni che verranno poste in essere, vale a dire quelle che coinvolgeranno la fusione elettrica. Questo lancio, tra l’altro, è parte della ricostruzione complessiva delle strutture industriali, con l’intento ben preciso di accrescere l’efficienza produttiva, di ridurre i costi di produzione e il volume dei rifiuti.

La trafilatura industriale dei metalli ferrosi

La fase di trafilatura segue in genere quella della laminazione: l’intento è quello di ottenere delle superfici ben finite, oltre all’esattezza delle quote. Attraverso la trafilatura, infatti, si ottengono dei diametri piccoli fino all’ordine di centesimi e dei profili che non possono essere invece ottenuti col laminatoio. Questa fase di lavorazione del metallo si esegue in modo graduale andando a ridurre la sezione per ogni passata di circa il 20%. Tale valore varia fortemente con la qualità del materiale e con le caratteristiche meccaniche desiderate; così pure avviene per la velocità di trafilatura vera e propria. Nelle filiere con un solo foro a disco, il diametro esterno è circa il triplo del diametro del foro; lo spessore minimo è pari a quindici millimetri, mentre le filiere sono multiple e la distanza tra i fori è uguale alla metà dello spessore della piastra.

Adi e Bocconi unite dai nuovi incontri sul design industriale

L’Associazione per il Disegno Industriale (Adi) ha trovato nell’università milanese della Bocconi l’alleato ideale per diffondere e far conoscere la cultura imprenditoriale: in pratica, la stessa associazione e l’ateneo lombardo hanno deciso di avviare una serie di incontri e seminari per discutere proprio di questo argomento, in modo che tutti possano approfondirlo, dal semplice studente fino al professionista più esperto. Questi stessi incontri andranno a far parte integrante di un corso di laurea della Bocconi, quello in Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione, oltre al relativo e successivo corso di laurea magistrale. Il ciclo in questione si intitola “Impresa Docet 2011-2012” e rappresenta la seconda volta in assoluto in cui l’Adi si cimenta in una esperienza simile.