È prevista per domenica prossima una interessante e istruttiva visita guidata presso il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna: la data del 10 febbraio, infatti, è stata scelta per dar vita a questo tour, una occasione utile per conoscere le storie imprenditoriali che hanno caratterizzato la città felsinea nel XX secolo. Il periodo compreso tra l’800 e il ‘900 è stato ricco di trasformazioni e metamorfosi dal punto di vista industriale per quel che riguarda il capoluogo emiliano. Questa performance ha consentito di raggiungere una importante eccellenza soprattutto nel campo meccanico. Che cosa sarà possibile visitare grazie al Museo in questione?
Archeologia industriale: i trenta siti francesi esaminati da Smith e Belhoste
In passato dimenticato e quasi sconosciuto, oggi minacciato dall’ignoranza: non se la passa certo bene il patrimonio industriale francese, oggetto di una recente riscoperta, la quale può essere fatta risalire ad almeno due decenni fa. A Jean-François Belhoste e a Paul Smith si deve dare il merito di aver posto l’attenzione su questo argomento in più di una occasione, come sta avvenendo ultimamente, con l’esplorazione di un patrimonio in continua evoluzione, da Nord a Sud del paese. Si tratta, nello specifico, di ben trenta siti transalpini di archeologia industriale.
Mapa Professional amplia la propria gamma di guanti industriali
Un minuto sembra un periodo breve, ma in realtà è il tempo purtroppo sufficiente in cui una persona si brucia sul proprio posto di lavoro in Europa: il dato è eloquente ed è stato reso in questa maniera da tre settori industriali specifici, vale a dire quello alimentare, quello metallurgico e quello chimico. Mapa Professional, azienda di Pogliano Milanese (provincia di Milano) che è specializzata nella realizzazione e commercializzazione di guanti industriali antinfortunistica, ha una soluzione interessante in tal senso. In effetti, il gruppo lombardo ha messo a disposizione una gamma nuova di zecca dei suoi prodotti, in modo che gli operatori possano operare nella sicurezza più completa.
Inaugurata la zona industriale di Saline di Volterra
È stata inaugurata ieri con grande enfasi la nuova zona industriale di Saline di Volterra: si tratta di un progetto molto voluto e desiderato dal Comune toscano, tanto è vero che era stato uno degli oggetti principali dell’accordo tra i municipi dell’Alta Val di Cecina, fatta eccezione per Montecatini. L’evento è stato impreziosito dalla presenza di molti sindaci e vicesindaci, tra cui le rappresentanze delle amministrazioni comunali di Pomarance, Montecatini Val di Chiana, Monteverdi, Castelnuovo e Guardistallo. Non bisogna dimenticare, poi, il vescovo di Volterra, Alberto Silvani, la Provincia di Pisa, le autorità civili e militari, oltre al numero uno della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Augusto Mugellini.
Archeologia industriale: l’accordo per tutelare i siti minerari sardi
Dalla Regione Sardegna è giunta oggi l’importante firma di un accordo che prevede il rilancio in grande stile delle aree minerarie dell’isola: il governatore sardo, Ugo Cappellacci, ha sottoscritto questa intesa, la quale sarà utile per perfezionare il recupero e la valorizzazione dei siti locali, andando anche a identificare e realizzare delle infrastrutture. Queste ultime serviranno proprio per incentivare lo sviluppo del settore turistico, di quello culturale e di quello ambientale, un mix davvero interessante.
Lavorazione del piombo: gli agitatori e le presse Howard
La metallurgia del piombo è strettamente associata a due macchinari industriali che hanno assunto lo stesso nome, Howard. Il primo di essi è proprio l’agitatore Howard. Quest’ultimo non è altro che un apparecchio che è provvisto di due o tre pale rotanti e che viene immerso all’interno del bagno di piombo fuso: in questa maniera viene provocato in modo più agevole e proficuo il rimescolamento. L’agitazione di tipo meccanico viene garantita dall’elica di questo mezzo, la quale è circondata da un mantello tronco-conico, utile per regolare la circolazione dello stesso piombo fuso.
Gas nobili: gli impieghi industriali dello xenon
Lo xenon è un elemento che appartiene alla famiglia dei cosiddetti gas nobili: il simbolo in questione è Xe, mentre il numero atomico è 54. Si tratta di una delle componente dell’aria, nonostante non si stia parlando di una quota molto alta, vale a dire 0,086 parti per milione dell’aria secca. Di solito, esso viene prodotto in misura di cinque punti percentuali tra tutti i sottoprodotti, nel corso della fissione dell’uranio nelle pile atomiche, dunque si può già parlare di un suo importante utilizzo. Lo xenon allo stato puro, inoltre, viene in genere preparato a livello industriale per poter perfezionare la distillazione frazionata dell’aria liquida.
Terre rare: alla scoperta dell’yttrio
L’yttrio è un elemento metallico cosiddetto “di transizione” e che appartiene al terzo gruppo del sistema periodico. La sua scoperta risale al 1794, grazie al chimico finlandese Johan Gadolin: quest’ultimo stava infatti analizzando alcuni minerali che provenivano dalla zona di Ytterby, in Svezia, da cui il nome del metallo stesso. Tra tutte le terre rare, esso è il secondo in abbondanza, subito dopo il cerio: i minerali più importanti sono senza dubbio la gadolinite e la samarskite. Per quel che concerne i composti chimici, poi, vengono separati da quelli delle altre terre rare attraverso la cromatografia a scambio ionico.
La tensocorrosione dei metalli industriali
La tensocorrosione è, come suggerisce lo stesso nome, una corrosione causata o anche accelerata da alcune sollecitazioni di tipo coagente. Una sollecitazione che ha a che fare con il campo elastico è in grado di abbassare il potenziale di equilibrio (la corrosione per l’appunto) ed aumenta la sua corrodibilità. Quando le parti sono sotto tensione oppure quando non sono sollecitate dallo stesso materiale si può avere una situazione in cui entrambi i casi fanno parte dello stesso materiale. Una sollecitazione di trazione (sempre nel campo elastico per la precisione) può arrivare a condurre a corrosione di tipo intergranulare.
Industria metallurgica: il funzionamento del forno Heroult
Il forno Heroult rappresenta nell’ambito dell’industria metallurgica un tipo di forno elettrico che viene utilizzato per la fabbricazione dell’acciaio. Si tratta, inoltre, del prototipo dei forni elettrici ed è senza dubbio il più diffuso in questo settore, dato che è molto semplice, oltre che economico e di agevole manutenzione. In pratica, esso si caratterizza per un crogiuolo di lamiera di acciaio, rivestito al suo interno di materiale refrattario in genere basico, e provvisto di uno sportello per l’introduzione del materiale e di un foro di colata a forma di becco.