I canapifici, come suggerisce evidentemente il nome, sono degli stabilimenti industriali per la lavorazione della canapa. La meccanizzazione che è intervenuta nel corso del tempo ha consentito di ridurre al minimo l’impiego della manodopera, potendo contare allo stesso tempo su un prodotto superiore per omogeneità e qualità. I prodotti che si possono ottenere con la lavorazione industriale della canapa sono diversi: alcuni esempi tipici comprendono lo spago, refe, la stoppa, i cordami, le reti per la pesca o altri scopi, senza dimenticare i tessuti di varia qualità.
Impianti di frantumazione mobile: la struttura Cone Joyal
La compagnia cinese Shanghai Joyal Mining Machinery ha ideato un impianto di frantumazione mobile che merita senza dubbio un approfondimento: si tratta di Cone Joyal, struttura che non è limitata solamente alla posizione di schiacciamento e funzionamento, ma vi sono altri vantaggi importanti. In particolare, l’impianto in questione è in grado di ridurre al minimo i costi per il trasporto del materiale. In aggiunta, il cono mobile di cui è stato dotato riesce a schiacciare i vari materiali direttamente sul posto, oppure in una posizione non distante dal luogo di lavoro.
Inquinamento industriale: i residui plastici nel Lago Erie
Alcuni campioni d’acqua prelevati questa estate dal Lago Erie, uno dei più grandi dell’America settentrionale, contenevano un maggior inquinamento relativo alla plastica rispetto all’oceano: secondo i ricercatori della State University di New York, questo inquinamento industriale ha evidenziato come il lago in questione abbia a che fare con la presenza di numerosi residui plastici, una notizia non certo positiva. Sono stati ritrovati soprattutto tappi di bottiglie e contenitori di vernice, il che significa che fin troppa plastica viene riversata in un lago tanto importante.
Fiere industriali: a fine gennaio comincerà Interplastica 2013
Interplastica è la fiera internazionale dedicata ai settori della plastica e della gomma: l’edizione 2013 avrà luogo alla fine di questo mese di gennaio a Mosca, più precisamente presso l’Expocentre Krasnaya Presnya. Vi sarà come di consueto ampio spazio per i macchinari industriali e le apparecchiature per le due industrie in questione, senza dimenticare i vari processi e il riciclaggio, la logistica e il magazzino. I numeri sono presto detti e davvero molto importanti: nel corso dell’ultima edizione, quella del 2012 ovviamente (tale fiera ha cadenza annuale), sono stati registrati moltissimi visitatori, tanto che ogni anno vi sono state ventunomila persone che hanno partecipato, provenienti da cinquantasei diversi paesi.
Rivoluzione Industriale: l’eredità del Quarry Bank Mill
Una delle principali eredità industriali di tutto il Regno Unito è senza dubbio quella di Quarry Bank, villaggio delle West Midlands: è infatti in questo luogo che si può ammirare in che modo vivesse una comunità industriale ai tempi della Rivoluzione. A Quarry Bank si può respirare ancora quella atmosfera di tantissimi anni fa. Fortunatamente, sono possibili delle visite allo stabilimento tessile, il quale veniva sfruttato per la lavorazione del cotone, senza dimenticare che tale impianto era alimentato dalle ruote ad acqua più potenti di tutto il continente europeo.
Industria siderurgica: si avvicina l’edizione 2013 di SteelFab
SteelFab è la principale fiera commerciale del Medio Oriente, in grado di attirare i principali protagonisti dell’industria regionale attiva nella lavorazione, nella manifattura e nella fabbricazione di acciaio, come suggerisce appunto il nome: ogni anno a gennaio, l’attenzione globale è tutta rivolta all’Expo Centre Sharjah, più precisamente negli Emirati Arabi Uniti, con la convergenza dei principali acquirenti mediorientali, senza dimenticare i produttori internazionali. La piattaforma in questione è ampiamente dedicata e ben rifornita, ecco perché tale fiera industriale è riuscita a conquistare un successo davvero importante.
I principali residui industriali degli oleifici
Una volta terminata la lavorazione industriale dell’olio, non rimangono che i suoi residui: da questi ultimi, comunque, è sempre possibile riuscire a estrarre altre qualità di olio, le quali sono in genere non commestibili, ma utili per diversi scopi industriali. Gli esempi più classici possono essere quelli relativi alla fabbricazione di saponi, di vernici o anche in qualità di veri e propri combustibili, senza dimenticare gli scopi farmaceutici: in tal caso, bisogna fare riferimento alla preparazione di olii medicati come quello canforato, quello fosforato e quello di camomilla, oltre agli unguenti e ai linimenti vari. I residui industriali si presentano sostanzialmente sotto tre diverse forme.
Industria meccanica: gli acciai da cementazione
Gli acciai di cementazione sono usati soprattutto quando presentano una buona percentuale di carbonio: uno dei pericoli che essi presentano è quello di possibili deformazioni e rotture nella tempra successiva, per cui si adottano solo per i pezzi di piccole dimensioni e di disegno abbastanza semplice. Si possono utilizzare altrimenti degli acciai speciali, i quali consentono la tempra in olio, la quale è meno energica e dà meno tensioni interne e distorsioni. Gli acciai per cementazione con carbonio hanno la composizione generalmente compresa entro limiti ben precisi.
Industria alimentare: la produzione dell’aceto
Nell’ambito dell’industria alimentare, l’aceto è il prodotto della fermentazione acetica di liquidi debolmente alcoolici, provocata da speciali microrganismi (i cosiddetti Mycoderma Aceti per la precisione). Come materie prime per la fabbricazione dell’aceto vengono usati il vino, la birra, il sidro, lo spirito diluito, le soluzioni di malto o di glucosio, la melassa e il latticello. Il procedimento industriale in questione consiste essenzialmente nel sottoporre queste sostanze a una fermentazione alcolica e nell’aggiungervi poi solfato di ammonio o fosfati alcalini: l’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo dei già citati microrganismi.
Chimica industriale: l’acido acetico
L’acido acetico viene preparato dalla chimica industriale mediante una varietà di metodi, dei quali i più utilizzati sono senza dubbio l’ossidazione biologica (manifattura dell’aceto) e la sintesi catalitica dell’acetilene. Tale acido è un importante intermedio in moltissime reazioni di biosintesi ed è presente come costituente naturale di molti fluidi biologici e di succhi vegetali. L’acido acetico puro viene spesso chiamato anche “glaciale”: si tratta di un liquido incolore, il cui punto di ebollizione è pari a 118 gradi, mentre la temperatura di congelamento è fissata a poco meno di diciassette gradi. L’azione corrosiva, inoltre, è molto forte.