Il nuovo parco industriale dell’Aeroporto di Tulsa

Una mezza dozzina di promotori sta considerando in modo molto serio le opportunità e le caratteristiche tecniche per la creazione di un parco industriale di 136 acri presso l’Aeroporto Internazionale di Tulsa (città americana, il secondo maggior centro dell’Oklahoma): c’è ora grande attesa per un meeting che precederà la proposta formale, il quale si svolgerà a breve proprio all’interno della struttura in questione. In pratica, bisognerà capire quali sono i vantaggi, gli svantaggi e le necessità che si impongono per un parco simile e per il suo successivo sviluppo. La data del prossimo 29 marzo sembra comunque la più papabile in questo senso. Il Tulsa Airport Improvement Trust (meglio noto con l’acronimo Tait) avrà anche il compito di selezionare un numero di aziende adeguato che si possano impegnare nella costruzione di tale area e per questo c’è tempo almeno fino al prossimo 10 maggio.

Vernici industriale: decorazione e protezione del legno

Quali sono le vernici industriali da utilizzare per il legno da esterno? L’obiettivo che di solito si tende a raggiungere è quello di proteggere e decorare le superfici allo stesso tempo. Una tipologia molto interessante è quella della vernice speciale per il legno da esterno, la quale è tradizionalmente di due categorie, vale a dire microporosa e fungicida. Nel primo caso, la vernice stessa consente al legno di respirare in modo migliore, con tutti i vantaggi che ne conseguono, senza dimenticare la maggiore evaporazione che viene garantita all’acqua e il vantaggio del mancato staccamento della pittura, dell’assenza di squamazione e di bolle, inconvenienti piuttosto frequenti da tale punto di vista.

Materie plastiche rigide: il policarbonato alveolare

Il policarbonato è una delle più importanti materie plastiche di tipo rigido: le sue caratteristiche principali includono una forte trasparenza, la quale non può neanche essere alterata dagli effetti della luce. La denominazione completa è quella di policarbonato alveolare e le lastre di questo tipo vengono proprio sfruttate per andare a coprire, ad esempio, dei luoghi che sono normalmente molto luminosi o anche una classica veranda. Questo vuol dire che la lastra può essere posata sia dal lato orizzontale (la pendenza minima che è prevista in questo caso arriva fino al 10%) che in senso verticale, un vantaggio non certo indifferente. Tra gli elementi più importanti in tale caso vi sono senza dubbio i nastri adesivi, il profilato di collegamento, il nastro adesivo traforato, il profilo di finitura e il tappino.

Come preparare al meglio la saldatura ad arco

La saldatura ad arco viene solitamente realizzata sfruttando una temperatura piuttosto elevata (almeno tremila gradi per la precisione) e consente di saldare con metalli di apporto per la fusione di altri metalli che presentano però la stessa identica natura. L’arco viene realizzato mediante il passaggio della corrente elettrica tra i due pezzi in questione, vale a dire quelli che devono essere saldati, e un apposito elettrodo. L’elettrodo è una piccola barra in metallo rivestito; una delle sue estremità viene “denudata” per un paio di millimetri ed è proprio questo accorgimento che permette di dar vita al contatto elettrico. Esistono sostanzialmente due qualità distinte di elettrodi a seconda del rivestimento stesso, ovvero l’elettrodo rutilico (consigliato soprattutto per i lavori comuni) e quello basico (adatto ai lavori di resistenza meccanica).

Prodotti dell’industria navale: il madiere

Nelle navi in legno, il madiere è la parte più bassa della costola, rigidamente collegata al paramezzale centrale e alla chiglia. Anche nelle navi in metallo, comunque, in particolare quelle senza il doppio fondo, esso costituisce la parte inferiore della costola stessa ed è formato da una lamiera verticale rinforzata da due angolari, rispettivamente inchiodati lungo i suoi lembi; il lembo inferiore segue la curvatura del fasciame esterno della nave fino al ginocchio, mentre l’angolare superiore ha un profilo del quale gli istituti di classificazione prescrivono le caratteristiche principali.

La struttura industriale dei maglifici

Il maglificio è la struttura industriale in cui sono fabbricati i tessuti e gli indumenti a maglia: gli indumenti in questione possono essere realizzati in serie in tre modi diversi, vale a dire per sagomatura mediante un apposito taglio, per sagomatura eseguita direttamente dal telaio e per sagomatura eseguita in parte attraverso il telaio e in parte mediante il taglio. Gli indumenti che sono tagliati vengono ricavati sostanzialmente da pezze tubiformi di tessuto a maglia realizzate su telai o su delle macchine per la maglieria. Il tessuto tubolare, inoltre, prima di essere tagliato a dovere, deve subire le varie operazioni di apparecchiatura (quest’ultima consiste nella lavatura, sbianca tura, tintura, asciugatura, stiratura e lavorazione del pelo). Il taglio stesso viene posto in essere in serie, andando a ricavare le parti degli indumenti da dieci-quindici strati che sono sovrapposti tra di loro per quel che concerne il tessuto.

Proprietà industriale a rischio con il Milleproroghe

Sono rimasti appena tre giorni per scongiurare il via libera definitivo a una legge che potrebbe penalizzare il Made in Italy: il prossimo 20 febbraio, infatti, il Parlamento sarà chiamato a votare su questo specifico testo normativo, il quale potrebbe addirittura rendere legale la contraffazione. L’allarme si riferisce al cosiddetto Decreto Milleproroghe, al cui interno è presente un articolo che sta facendo discutere e non poco. Si tratta dell’articolo 22 bis che prevede una moratoria maggiore per quel che concerne la contraffazione del design industriale, non più cinque anni come previsto in precedenza, ma addirittura tredici. Le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del nostro Senato hanno già approvato il tutto, ma questo sembra andare contro quanto stabilito dal Codice di Proprietà Industriale, più precisamente dall’articolo 239.

Le macchine industriali per la macinazione

Quando si vuole parlare di macinazione associata all’aggettivo “industriale”, si intendono l’operazione o l’insieme di operazioni che ha lo scopo di ridurre le dimensioni di determinate sostanze solide. La macinazione può infatti essere eseguita a secco oppure mediante un apposito veicolo fluido: in questo secondo caso, viene sfruttata in particolare l’acqua, mentre gli altri liquidi, come ad esempio gli oli, vengono impiegati nella preparazione delle pitture. La macinazione a secco, poi, richiede che il materiale sia asciutto in maniera perfetta per evitare che si agglomeri. A seconda del risultato che si vuole ottenere e in rapporto alla natura e alle dimensioni del materiale di partenza, l’operazione a cui si sta facendo riferimento può essere realizzata con una o più macchine e, spesso, con il concorso di alcuni apparecchi classificatori.

Confapi Matera fa il punto sulla situazione delle aree industriali

La Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata (Confapi) si sta interessando con sempre maggiore attenzione alle condizioni industriali della Basilicata: in particolare, il numero uno dell’unità lucana di questa associazione, Vito Gravela, si è incontrato in questi giorni con Gaetano Santarsia, commissario per lo Sviluppo Industriale della provincia di Matera. A cosa è stato dovuto questo meeting? L’obiettivo è stato quello di esaminare nel dettaglio in che stato si trovano i servizi relativi alle aree del materano. Lo stesso Gravela ha espresso un giudizio positivo nei confronti dei risultati in questione, in particolare quelli che sono stati conseguiti nel corso del 2011, un traguardo reso possibile dall’ottimo dialogo instaurato dagli imprenditori e dalle imprese.

Testato il primo veicolo industriale alimentato ad ammoniaca

I veicoli industriali potrebbero essere giunti a una svolta importante per quel che concerne i sistemi di alimentazione: in questi ultimi giorni, infatti, è stata provata su strada una vettura molto interessante e innovativa, la quale fa parte integrante del cosiddetto programma Savia (l’acronimo in questione significa appunto Sistema di Alimentazione di Veicoli a Idrogeno e Ammoniaca) e che sfrutta la propulsione garantita dall’ammoniaca liquida. In pratica, la città di Pontedera (siamo nella provincia di Pisa) ha beneficiato del primo test in assoluto, con il veicolo ibrido scelto che è sttao un autocarro del peso di ben trentacinque tonnellate. Le caratteristiche peculiari di questo mezzo sono, in particolare, la vasca destinata a raccogliere i rifiuti e i bidoni che svolgono il compito della raccolta capillare degli stessi. L’intero programma, inoltre, è stato realizzato e finanziato dalla Regione Toscana, con il contributo fondamentale dell’ateneo pisano.