Industria metallurgica: l’utilizzo del rutenio

Il rutenio è un elemento chimico metallico che appartiene al gruppo del platino: è molto simile a quest’ultimo sia per quel che riguarda la lucentezza che per l’aspetto argenteo. Esso si trova presente in piccole quantità in alcuni minerali del platino e fu identificato come elemento vero e proprio nel 1844 da Carl Claus in Russia. Questo nome così particolare deriva essenzialmente dal latino Rutenia, vale a dire quello che veniva utilizzato per indicare le regioni russe. In aggiunta, bisogna sottolineare come si tratti dell’ultimo elemento che è stato isolato come tale.

Chimica industriale: il rubidio

Il rubidio è un elemento metallico che appartiene al primo gruppo del sistema periodico: è abbondante in maniera relativa in natura, anche se è in ogni caso associato a quei minerali che contengono litio e cesio. A differenza del sodio e del potassio, inoltre, esso non è mai reperibile come alogenuro. C’è anche da sottolineare che il minerale lepidolite contiene di solito circa il 3% di ossido di rubidio. La sua scoperta si deve a due scienziati tedeschi, Robert Wilhelm Bunsen e Gustav Robert Georg Kirchhoff, i quali nel 1861 esaminarono allo spettroscopio le radiazioni di emissione dei composti alcalini estratti dal minerale citato in precedenza.

Inquinamento industriale: negli Usa il piombo crea ancora problemi

Gli sforzi finora fatti per ridurre l’inquinamento industriale provocato dal piombo non possono considerarsi certo lusinghieri, soprattutto se si fa riferimento al caso degli Stati Uniti. In effetti, il problema continua ad essere ben presente e, stando alle ultime discussioni dell’American Association for the Advancement of Science (Aaas), continuerà a influenzare la salute dei cittadini. Certo, vi sono stati dei miglioramenti sostanziali, grazie soprattutto all’eliminazione virtuale della benzina a base di piombo, delle restrizioni agli impianti che sfruttano tale metallo e altri sforzi per limitarne l’utilizzo industriale.

Il Bulk Fluid System di Videojet Technologies

Videojet Technologies Incorporated, azienda che vanta una importante leadership globale per quel che riguarda i sistemi relativi alla codifica industriale, la marcatura laser e i fluidi, ha presentato una nuova soluzione per questi ultimi: si tratta in pratica del Bulk Fluid System, un metodo che è stato ideato e progettato per quei codificatori a getto di inchiostro continuo e che fa parte della Serie 1000. I vantaggi di tale sistema sono presto detti. Anzitutto, i clienti che vantano le produzioni più alte avranno la possibilità di essere avvantaggiati nell’ambito della divisione beverage (bottiglie e lattine per la precisione), ma lo stesso discorso può essere fatto per le linee di produzione estrusive dei cavi e dei tubi.

Confai si scaglia contro le ultime misure relative alle macchine agricole

Confai (Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani) non ha affatto digerito gli ultimi provvedimenti introdotti in relazione alle macchine agricole: secondo il numero uno dell’associazione, Leonardo Bolis, i patentini e la revisione obbligatoria di questi stessi macchinari (dal 1° gennaio 2014 per la precisione) sono solamente delle misure pensate per battere cassa e senza alcuna efficacia. La nota è molto dura e bisognerà tenere conto sicuramente di questa presa di posizione quando verrà emanato l’apposito decreto ministeriale alla fine del mese.

Tatarstan: il nuovo parco industriale di Yelabuga

La Repubblica del Tatarstan si trova all’interno della Federazione Russa ed è celebre soprattutto per la sua città più importante, Kazan. Il presidente Rustam Minnikhanov ha appena annunciato l’istituzione di un nuovo parco industriale, il quale sorgerà in quella che è la zona economica della Russia dal maggior potenziale (è stato generato un miliardo di dollari in investimenti da quando è stata aperta). Entrando maggiormente nello specifico, il Parco Tecnologico Sinergia è stato stabilito all’interno della zona economica di Alabuga ed ha già beneficiato di un’apposita cerimonia di insediamento.

Ad Asti si riqualifica la zona industriale col MoMa.Biz

Si chiama MoMa.Biz, ma altri non è che la riqualificazione della zona industriale di Asti, più precisamente quella che si trova alla periferia di Corso Alessandria: in pratica, comune e provincia hanno deciso di aderire a un progetto europeo, vale a dire MoMa.Biz. L’acronimo in questione sta a identificare proprio il Mobility Management in the Business and Industrial Zones, con il relativo finanziamento economico che è stato garantito dall’Agenzia Esecutiva per la Competitività e l’Innovazione della Commissione Europea (Eaci). L’obiettivo di Bruxelles è sostanzialmente quello di raggiungere obiettivi che hanno a che fare con l’ambiente entro il 2020.

L’Università di Bologna presenta il corso in Design del Prodotto Industriale

L’Università di Bologna ha presentato ieri in via ufficiale un corso di laurea davvero interessante: si tratta del corso di durata triennale in Design del Prodotto Industriale, il quale verrà attivato per la prima volta in assoluto a partire dal prossimo anno accademico (il 2013-2014 dunque). La cura e la gestione del corso sono affidati, nello specifico, al Dipartimento di Architettura dell’ateneo felsineo e alla Scuola di Ingegneria e Architettura. Tra l’altro, esso è stato pensato per un numero ristretto di studenti, visto che sono disponibili cento posti solamente.

Olivia, il moderno sistema di riscaldamento di Ravelli

Ravelli, Srl di Palazzolo sull’Oglio (provincia di Brescia) celebre per le sue stufe, ha introdotto Olivia: si tratta del sistema di riscaldamento che è stato pensato appositamente per le case più moderne, con caratteristiche piuttosto interessanti. Anzitutto, la profondità è pari a soli venticinque centimetri, tanto che può essere posizionata praticamente ovunque, perfino nei corridoi, risparmiando molto spazio. Questo ingombro ridotto, poi, viene garantito anche dallo scarico dei fumi, di tipo laterale, superiore o posteriore rispetto alla stufa vera e propria. Il rivestimento, inoltre, è disponibile in vari colori ed è in grado di donare un importante valore aggiunto alla stufa grazie al processo artigianale con cui la maiolica viene prodotta.

Rivoluzione Industriale: i metodi aggressivi dei giovani Stati Uniti

Sui libri di scuola si è sempre evitato di parlare di una caratteristica ben precisa della rivoluzione industriale degli Stati Uniti, la loro aggressività. Volendo essere più precisi, l’attuale prima economia al mondo era nel XVIII secolo una nazione giovane e con una industrializzazione piuttosto nuova, ma la si poteva anche dipingere come un focolaio di pirateria intellettuale e di contrabbando tecnologico. Tutto questo era particolarmente vero nell’ambito dell’industria tessile, visto che gli americani erano soliti acquistare sia i macchinari che i macchinisti più dotati violando apertamente le leggi britanniche relative all’esportazione e all’emigrazione.