La calefazione è un fenomeno fisico che si verifica nel momento in cui una quantità relativamente modesta di liquido viene a contatto con una superficie che è stata portata a una temperatura molto superiore rispetto a quella di ebollizione. In queste specifiche condizioni, il liquido non tende mai a vaporizzare con la rapidità che ci si potrebbe attendere, ma va a frazionarsi in piccoli globuli persistenti, molto mobili sulla lastra calda. Tutto questo è essenzialmente dovuto al fatto che lo strato che viene inizialmente a contatto con la superficie della lastra riceve una quantità di calore tale che lo si fa vaporizzare prima che il calore stesso possa propagarsi alla massa liquida, la quale rimane relativamente fredda.
Industria meccanica: l’utilizzo del calibro
Il calibro è uno strumento utile per controllare le dimensioni di un oggetto ricavato da una determinata lavorazione industriale: in particolare, si può fare riferimento a un albero e a un foro. Inoltre, esso permette di verificare l’esattezza del profilo di sezioni, della posizione relativa di piani lavorati e di posizioni angolari, in modo da verificare che i pezzi siano conformi dal punto di vista geometrico ai disegni costruttivi. Esistono dei calibri per il rilievo delle dimensioni effettive dei pezzi meccanici, ma anche calibri fissi per il controllo rapido di pezzi lavorati entro tolleranze prestabilite.
Chimica industriale: il fosgene
Il fosgene, detto anche cloruro di carbonile o ancora ossicloruro di carbonio, è il composto chimico che può essere considerato come un importante derivato dell’acido carbonico per sostituzione dei due ossidrili con il cloro. Esso si ottiene a livello industriale per azione del cloro stesso sull’ossido di carbonio in presenza di carbone animale alla temperatura di 180-200 gradi, oppure, in alternativa, facendo sgocciolare l’acido solforico fumante (oleum) sul tetracloruro di carbonio, riscaldato a sua volta a circa settanta gradi. Si tratta di un gas incolore e che presenta un lieve odore di muffa, senza dimenticare che può essere liquefatto in maniera piuttosto agevole.
ImmediateTrucks.it, il nuovo portale dedicato ai veicoli industriali
ImmediateTrucks.it è il nuovo portale web dedicato a veicoli industriali, rimorchi e autocarri usati: questo sito, infatti, rappresenta una risposta importante nel caso si sia alla ricerca di uno di questi mezzi, con un buon prezzo rispetto a quello del mercato. Le occasioni disponibili sono davvero numerose, ma in cosa si distingue tale novità rispetto a quello a cui siamo già stati abituati? Nel dettaglio, ImmediateTrucks mette in mostra veicoli industriali che sono in vendita e di ogni tipo. Basta pensare, ad esempio, ai veicoli due assi da cinquanta fino a centottanta quintali, ma anche gli autocarri (sia tre che quattro assi per la precisione), senza dimenticare i trattori, i rimorchi e i semi-rimorchi.
Il fenomeno del Luddismo nella Rivoluzione Industriale
Ned Ludd, ammesso che sia mai esistito, è l’operaio che, con la sua distruzione di un telaio in segno di protesta nel 1779, scatenò un vero e proprio movimento, il luddismo appunto, basato sul sabotaggio della produzione industriale. Il termine luddista viene di solito associato agli infruttuosi tentativi che hanno a che fare con la tecnologia più antica. Circa due secoli fa, questi artigiani tessili britannici cominciarono a distruggere tutto ciò che di meccanizzato incontravano, considerato un nemico e una minaccia per il loro lavoro.
Chimica industriale: come viene impiegato l’afnio
L’afnio metallico ha una densità pari a 13,3 e riesce a fondere a una temperatura di circa 2.600 gradi. Questo elemento chimico (il simbolo è Hf per la precisione) ha tra i suoi composti più importanti l’ossido, il carburo e il fluoruro. L’afnio presenta inoltre una certa importanza per quel che riguarda la preparazione di filamenti utili per le lampadine elettriche. Un altro impiego interessante è quello che ha a che fare con il controllo di alcuni tipi di reattori nucleari, visto che presenta un’alta sezione di cattura dei neutroni termici.
Le aziende giapponesi si affidano ai complessi industriali di Cambogia e Myanmar
Grazie soprattutto ai bassi costi del lavoro e alla prossimità ad altre nazioni del Sud-Est asiatico, un numero crescente di società giapponesi sta operando nei complessi industriali della Cambogia e del Myanmar. Un esempio molto interessante in questo senso è offerto dalla Phnom Penh Special Economic Zone, situata nella capitale cambogiana, da cui prende appunto il nome. Si tratta di un distretto da 360 ettari, il quale è stato aperto e inaugurato nel 2008 e che è attualmente gestito da una joint venture composta da investitori locali e nipponici. Alcune delle compagnie in questione vantano anche operazioni di rilievo.
La metanizzazione e riqualificazione della zona industriale di Valpiana
Bisognerà attendere ancora pochi giorni per l’inizio dei lavori di metanizzazione che riguardano la zona industriale di Valpiana: si tratta di una delle frazioni del comune di Massa Marittima (Grosseto), considerato un importante centro industriale sin dal Medioevo (l’attività siderurgica è terminata nel 1885). In pratica, un importante accordo con la società Toscana Energia consentirà di riqualificare l’area in questione, dunque si sta parlando di un valore aggiunto di rilievo per tutte quelle aziende che saranno operative al suo interno.
Archeologia industriale: l’ex stabilimento Florio rischia la chiusura
Il turismo trapanese si basa soprattutto sulle sue spiagge e le acque cristalline. Le attrazioni storiche e culturali includono, però, anche un interessante esempio di archeologia industriale, ovvero l’ex stabilimento Florio di Favignana: è qui che l’industria locale si è sviluppata in misura maggiore in passato, senza dimenticare che l’architettura presenta elementi di estremo interesse. In particolare, si sta parlando di ben 32mila metri quadrati, una estensione di tutto rilievo. Questo ex impianto industriale si trova, come si è intuito facilmente, nell’isola di Favignana, la quale fa parte dell’arcipelago delle Egadi.
L’inquinamento industriale, un problema serio per Sheffield
Alcune aree della città britannica di Sheffield stanno facendo registrare un progressivo deterioramento della qualità dell’aria: in pratica, il motivo è facilmente intuibile, le emissioni industriali della city del South Yorkshire stanno aumentando a vista d’occhio, senza dimenticare il crescente utilizzo delle automobili, come è stato evidenziato in un recente rapporto. Si tratta dello State of Sheffield 2013 Report, un documento che è stato commissionato dalla First Partnership locale. In base a questa analisi, l’inquinamento dell’aria del centro inglese è stato considerato responsabile di ben cinquecento morti premature.