Industria alimentare: la produzione dell’aceto

Nell’ambito dell’industria alimentare, l’aceto è il prodotto della fermentazione acetica di liquidi debolmente alcoolici, provocata da speciali microrganismi (i cosiddetti Mycoderma Aceti per la precisione). Come materie prime per la fabbricazione dell’aceto vengono usati il vino, la birra, il sidro, lo spirito diluito, le soluzioni di malto o di glucosio, la melassa e il latticello. Il procedimento industriale in questione consiste essenzialmente nel sottoporre queste sostanze a una fermentazione alcolica e nell’aggiungervi poi solfato di ammonio o fosfati alcalini: l’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo dei già citati microrganismi.

Chimica industriale: l’acido acetico

L’acido acetico viene preparato dalla chimica industriale mediante una varietà di metodi, dei quali i più utilizzati sono senza dubbio l’ossidazione biologica (manifattura dell’aceto) e la sintesi catalitica dell’acetilene. Tale acido è un importante intermedio in moltissime reazioni di biosintesi ed è presente come costituente naturale di molti fluidi biologici e di succhi vegetali. L’acido acetico puro viene spesso chiamato anche “glaciale”: si tratta di un liquido incolore, il cui punto di ebollizione è pari a 118 gradi, mentre la temperatura di congelamento è fissata a poco meno di diciassette gradi. L’azione corrosiva, inoltre, è molto forte.

Industria metallurgica: l’alluminotermia

L’alluminotermia è il processo inventato da Heinrich Jacob Goldschmidt nel 1894 e basato sulle proprietà dell’alluminio finemente suddiviso di reagire con gli ossidi metallici, formando ossido di alluminio e lasciando il metallo praticamente puro. L’industria metallurgica ne fa ampio uso. L’operazione industriale a cui si sta facendo riferimento viene perfezionata all’interno di un apposito crogiuolo, in cui si mescolano la polvere di alluminio e l’ossido metallico. La reazione viene innescata, ad esempio, con una cartuccia di biossido di bario e alluminio in polvere e procede in maniera violenta con un grande sviluppo di calore (si raggiungono infatti temperature di circa 2.600-2.800 gradi e anche oltre).

Chimica industriale: il processo dell’alluminatura

Con il termine alluminatura si indica il procedimento tecnologico che consiste nell’applicare uno strato di alluminio metallico puro su oggetti di metallo: gli esempi possono essere quelli del ferro e del rame, ma anche quelli non metallici (in primis il legno e la tela) vengono presi in considerazione. Lo strato di alluminio in questione ha uno scopo sia decorativo che protettivo. Quest’ultimo effetto è dovuto al fatto che l’alluminio, a contatto con l’atmosfera, si ricopre di uno strato di ossido molto sottile e duro che protegge il materiale sottostante da una ulteriore corrosione.

Veicoli industriali: joint venture della Renault in Algeria

La multinazionale francese dell’auto Renault, la Società Nazionale di Veicoli Industriali e il Fondo Nazionale di Investimento: sono questi gli attori protagonisti della firma di qualche giorno fa che ha riguardato un accordo molto importante in Algeria. In pratica, si è deciso di istituire un’apposita joint venture (il 51% sarà nelle mani dei partner africani, il resto in quelle dei transalpini) per sviluppare una filiera del settore nel paese maghrebino e supportare la crescita del mercato. Il 51% a cui si è fatto riferimento, inoltre, è composto dalla quota detenuta dalla Snvi (34%) e dal Fni (il restante 17% per la precisione).

Prodotti dell’industria chimica: la canfora

La canfora è un composto ciclico che appartiene alla famiglia dei terpeni chetonici: essa esiste nelle due forme che sono otticamente attive, ovvero destro e levo-gira, ma anche come mescolanza delle due (in questo secondo caso si parla di “miscela racemica”). Tutte e tre le forme tendono comunque a fondere alla temperatura di 178 gradi. La più comune in assoluto per quel che concerne la chimica industriale è senza dubbio la destro-canfora, la quale si trova in natura nel legno e nelle foglie dell’albero della canfora, arbusto che crescere in via principale a Taiwan.

Gli investimenti post-crisi della Zona Industriale Udinese

La sigla Ziu sta a identificare la Zona Industriale Udinese: quest’ultima sta per investire in maniera adeguata, una operazione che si è resa necessaria per affrontare nel migliore dei modi la fase successiva alla crisi economica. Il cda e l’assemblea dei soci sono comunque ottimisti e hanno le idee ben chiare da questo punto di vista. Nello specifico, si punta ad adottare la variante numero quattro al Pti (Piano Territoriali Infraregionale), vale a dire l’ampliamento della zona di circa quarantaquattro ettari (l’estensione complessiva sarà pari a 519 ettari per la precisione). La maggior parte dell’ampliamento di cui si sta parlando si trova esattamente nel comune di Udine.

Industria tessile: il candeggio

Nell’ambito dell’industria tessile, il candeggio, detto anche “sbianca” o “imbianchimento”, è l’operazione che ha lo scopo di allontanare le sostanze coloranti naturali dalle fibre tessili, dai filati oppure dai tessuti. La sbianca può essere naturale (detta “sbianca al prato”), ma anche chimica. Nel primo caso, si espongono per molti giorni, in alcuni casi per qualche mese, su dei prati umidi i tessuti distesi, in modo che i composti perossigenati dell’atmosfera e la luce riescano a distruggere a poco a poco le sostanze coloranti. Questo sistema è però limitato ad alcuni articoli speciali che sono assai delicati, sui quali non sarebbe conveniente far agire i comuni sbiancanti chimici che hanno un’azione troppo energica e rapida.

La Nigeria bloccherà le importazioni di zucchero da gennaio

La Nigeria ha annunciato che le proprie importazioni di zucchero, specialmente quello grezzo, saranno ufficialmente vietate a partire dal prossimo 1° gennaio: la scelta, che a prima vista può sembrare esagerata, rappresenta una delle conseguenze principali del piano predisposto dalla nazione africana per realizzare la propria “Rivoluzione Industriale”, utile per migliorare la situazione dal punto di vista economico. Come ha spiegato Olusegun Aganga, ministro del Commercio nigeriano, il nuovo piano che coinvolge lo zucchero ha a che fare con quello venduto al dettaglio.

Lubrificazione industriale: il sistema Lubricus di Gruetzner Gmbh

Gruetzner Gmbh ha approntato una moderna tecnologia per la lubrificazione industriale, mettendo a disposizione Lubricus: si tratta di un sistema che si presenta in maniera estremamente compatta e che risulta essere molto utile per le unità usate per oli e grassi. Il sistema predisposto dal gruppo di Norimberga funziona in due modi, vale a dire sia autonomamente che con una apposita batteria, sfruttando nello specifico un voltaggio esterno. Tra l’altro, Lubricus vanta due scarichi, i quali si chiamano Lub-B e Lub-V; questo vuol dire che il sistema in questione può essere collocato in maniera idonea per le applicazioni con diversi punti relativi alla lubrificazione.