L’industria alimentare contro il Decreto Cresci Italia

C’è un articolo del cosiddetto “Decreto Cresci Italia” (il Decreto 1 del 2012 per la precisione, poi convertito con una successiva legge) che non piace affatto all’industria alimentare: si tratta, nello specifico, dell’articolo 62, vale a dire quello che è dedicato alla disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e alimentari. In pratica, il governo è intervenuto su tre livelli diversi: si tratta dell’obbligo di forma scritta, del divieto di pratiche commerciali sleali e dei termini di pagamento, al fine di rendere più equilibrati i rapporti nella filiera agroalimentare, aumentando allo stesso tempo la trasparenza e la correttezza per quel che concerne i comportamenti.

Scandia Food lancia l’asciugatore Aci di lattine

Scandia Food rappresenta la principale azienda produttrice di carne in scatola della Romania, nel cui mercato ha superato ben il 50% delle vendite: un ulteriore potenziamento e sviluppo dell’efficienza industriale di lavorazione è stato ottenuto grazie a un prodotto nuovo di zecca, vale a dire l’asciugatore di lattine Aci, il quale beneficia dell’azionamento a soffiante. Come ha spiegato il responsabile tecnico dell’azienda di Sibiu, Daniel Mitrofan, l’obiettivo è stato quello di dar vita a una asciugatura migliore rispetto a quella garantita finora, visto che è quest’ultima operazione per quel che riguarda le lattine a rappresentare una fase fondamentale per l’etichettatura.

La mostra dedicata all’archeologia industriale della Sabina

La giornata di domani sarà davvero importante per l’archeologia e il patrimonio industriale della Sabina: è proprio questo, infatti, il titolo della giornata di studio che si terrà a Rieti, più precisamente presso il locale Archivio di Stato, un modo molto utile per esaminare e approfondire quelli che sono i più importanti casi di studio e i relativi progetti di recupero. L’appuntamento in questione, previsto a partire dalle 9:30 di mattina, è stato reso possibile grazie anche e soprattutto alla collaborazione dell’Aipai (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale), senza dimenticare il fondamentale contributo dell’Icsim (Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa Franco Momiliano).

Archeologia industriale: il motore dell’ex impianto Trencherfield di Wigan

È il 1907 quando nei pressi della città inglese di Wigan, più precisamente a ridosso del Canale Leeds and Liverpool, viene costruito lo stabilimento tessile Trencherfield. Ebbene, le due sezioni del motore fisso dell’impianto industriale in questione vennero immediatamente ribattezzate Helen e Rina. La potenza del vapore in quel caso raggiungeva livelli molto interessanti, tanto da consentire lavorazioni impensabili negli anni precedenti. Il motore in questione non funziona più dal 1968, in quanto è stato bloccato dalla stessa società che controllava lo stabilimento.

Le nuove stufe a convenzione DryBig di Borel Swiss

Borel Swiss Ag, gruppo svizzero che vanta una importante leadership per quel che riguarda la produzione di forni, fornaci ed essiccatoi (soprattutto in ambito metallurgico, ma anche nella lavorazione di ceramica, porcellana e vetro), si è fatta notare per un nuovo prodotto di sicuro interesse: si tratta delle stufe che hanno assunto la denominazione di DryBig 250° C. Di cosa si tratta esattamente? Entrando più nello specifico, si sta parlando di una stufa elettrica a convenzione e forzata, la quale è stata progettata per venire incontro a un gran numero di applicazioni, industriali e non.

Etiopia: conosciamo meglio il Bole Lemi Industrial Park

Il Bole Lemi Industrial Park rappresenta una innovazione fondamentale e strategica per l’Etiopia: si tratta infatti del primo parco industriale che viene gestito direttamente dal Federal Government del paese africano, un complesso che potrà beneficiare di importanti unità per quel che riguarda la manifattura di vestiario, il tutto accanto alle altre industrie. Bisogna assolutamente sottolineare come la costruzione del parco in questione abbia richiesto la firma da parte del Ministero dell’Industria etiope di un accordo da 1,2 miliardi di birr (poco più di cinquantuno milioni di euro per la precisione), denaro utile per avviare i lavori civili relativi a tredici appalti che sono stati selezionati.

Proprietà industriale: tutto pronto per il seminario odierno a Grosseto

È tutto pronto a Grosseto per il seminario che è stato dedicato alle opportunità di finanziamento che il sistema pubblico mette a disposizione in favore della proprietà industriale: nello specifico, l’evento in questione è previsto per questa mattina, alle ore 9:15, più precisamente presso la Sala Contrattazioni della Camera di Commercio grossetana. Di cosa si parlerà esattamente? Il seminario in questione è stato organizzato per capire e approfondire quelle che sono le agevolazioni e i benefici introdotti sia dal Ministero dello Sviluppo Economico che dalla Regione Toscana a tal proposito.

Chimica industriale: gli asfalteni

Nell’ambito della chimica industriale, gli asfalteni sono dei composti policiclici saturi che contengono ossigeno e zolfo e che rappresentano la fase dispersa dei bitumi. In aggiunta, essi sono anche solubili quando hanno a che fare con il solfuro di carbonio, mentre accade l’esatto contrario nell’ipotesi di un contatto con l’etere di petrolio, il quale tende più che altro a farli flocculare (nel caso di utilizzo di coagulanti). Questa specifica caratteristica che si è appena descritta e relativa all’insolubilità viene messa a profitto sia per riuscire a determinare la composizione degli asfalteni, sia per osservarli al microscopio, dato che una superficie bituminosa perfettamente liscia, quando viene attaccata con etere di petrolio, mostra di solito gli asfalteni in rilievo.

L’utilizzo commerciale e industriale dell’acido borico

L’acido borico si presenta tradizionalmente come una sostanza bianca cristallina, solubile in acqua e presente in molti organismi viventi, oltre ad essere concentrata in determinati minerali. La scoperta in questione si deve al chimico olandese Wilhelm Homberg, il quale nel 1702 riuscì a ottenerlo per azione dell’acido solforico sul borace, in forma di cristalli laminari a struttura triclina: questi, inoltre, erano morbidi e saponosi al tatto, con uno splendore di tipo perlaceo e un punto di fusione raggiunto alla temperatura di 185 gradi.

Il Marocco intensifica lo sviluppo dei settori industriali chiave

Un deciso colpo di acceleratore: come ha rilevato l’Oxford Business Group, il Marocco sta intensificando i propri sforzi per stimolare i settori industriali chiave, come ad esempio quelli dell’elettronica e dell’aeronautica. Il programma in questione rientra a pieno titolo nel patto nazionale per l’emergenza industriale, un piano che punta alla creazione di ben 220mila nuovi posti di lavoro da qui al 2015; in aggiunta, un altro obiettivo ambizioso che può essere raggiunto è senza dubbio quello di aumentare il prodotto interno lordo di cinquanta miliardi di dirham (circa 4,5 miliardi di euro per la precisione).