Manca ancora un anno all’ennesima edizione di Autopromotec, la biennale internazionale di attrezzature e aftermarket del settore automobilistico, ma le ambizioni sono già altissime: in effetti, la celebre esposizione è fortemente intenzionata a incrementare dal punto di vista qualitativo l’offerta di veicoli commerciali e industriali, cercando di migliorare il segmento del posto vendita di questi ultimi e articolando in maniera adeguata l’iniziativa. Non è un caso, infatti, il recente lancio dell’Industrial Vehicles Services, vale a dire un percorso espositivo che è dedicato per intero a un unico protagonista, vale a dire l’autocarro.
Rivoluzione industriale: il contributo offerto dall’Irlanda
Quando si parla degli sviluppi scientifici che sono stati alla base della Rivoluzione Industriale del XVIII secolo, spesso si dimentica di citare il fondamentale contributo dell’Irlanda: questo paese non ha nulla da invidiare all’Inghilterra, tanto che già nel 1683 si decideva di fondare una società filosofica a Dublino, senza dimenticare le successive istituzioni di società mediche e militari. Non è un caso che, con l’avvicinarsi dell’800, la stessa Dublin Society abbia scelto di dar vita a delle scuole scientifiche, utili e preziose per formare e far insegnare dei docenti altamente qualificati.
Archeologia industriale: il Museo Minerario di Gambatesa
In Liguria, più precisamente nella Val Graveglia, nel comune di Ne (Chiavari), sorge uno dei più interessanti musei che fanno svettare fiera la bandiera dell’archeologia industriale italiana: si tratta del Museo Minerario di Gambatesa, il quale prende il nome dall’omonima miniera sotterranea che in passato consentiva di estrarre la braunite. I flussi turistici che vanta questa struttura sono davvero importanti, tanto che una visita in Liguria non può prescindere da questa tappa, visto che il percorso studiato non ha nulla da invidiare a Portofino o alle Cinque Terre.
Il Vietnam ha deciso di puntare sui distretti industriali
L’Asia si sta rivelando un continente dalla fortissima vocazione industriale: dopo la notizia del nuovo finanziamento economico destinato al parco industriale che vede coinvolte sia la Cina che la Malesia, anche il Vietnam sta incoraggiando lo sviluppo dei distretti industriali, una sorta di versione ridotta delle zone o parchi. D’altronde, il paese, celebre quasi esclusivamente per la tremenda guerra che lo ha visto coinvolto con gli Stati Uniti, è ora consapevole del fatto di essere ormai uno stato dal reddito di medio livello, dunque questo interesse è più che motivato. La conferma è giunta da Nguyen Trong Hieu, il quale fa parte del Ministero della Pianificazione e degli Investimenti Imprenditoriali, intervenuto nel corso di un workshop dedicato proprio alle pmi ad Hanoi.
Espuna propone degli innovativi guanti alimentari
Sono ormai quarantacinque anni che Espuna è attiva nella produzione e commercializzazione di guanti utili e innovativi per molti settori industriali: l’ultima novità della compagnia francese è un guanto alimentare finezza 13, il quale è stato progettato con un intento ben preciso, vale a dire ottenere una maggiore resistenza al taglio del mercato fabbricato, sfruttato al massimo un filo tutelato da brevetto. In effetti, la soluzione del gruppo di Lézignan-Corbières è stata pensata per dar vita a un taglio che possa essere di livello mai eguagliato, così da garantire la medesima protezione che si ha con un guanto valuta 10.
Nuovi finanziamenti per il parco industriale cino-malese di Qinzhou
La China Development Bank, uno dei principali istituti di credito dell’ex Impero Celeste, è pronta a mettere a disposizione una somma pari a cinquantaquattro miliardi di yuan (circa dieci miliardi di euro per la precisione): si tratta di un finanziamento molto importante, visto che servirà per sostenere dal punto di vista economico il China-Malaysia Qinzhou Industrial Park, il parco industriale che andrà a coinvolgere, come si intuisce piuttosto facilmente, la nazione cinese e quella malese. L’indiscrezione è giunta direttamente da un dirigente della banca asiatica. Ma di che progetto si tratta per la precisione?
Industria metallurgica: il titanio
Il titanio è uno degli elementi metallici più leggeri in assoluto: tra le sue principali caratteristiche bisogna senza dubbio ricordare le doti strutturali, tanto da renderlo perfetto per la tecnologia più moderna. L’identificazione come elemento chimico avvenne grazie all’opera del tedesco Martin Heinrich Klaproth nel 1795, anche se la preparazione allo stato puro avvenne per la prima volta solamente nel 1910 con Matthew Hunter, il quale fu in grado di ridurre in tetracloruro di titanio con sodio metallico in un cilindro d’acciaio fuori dal contatto dell’aria. Si tratta di un elemento che è piuttosto diffuso in natura e occupa il nono posto in ordine di abbondanza tra quelli che sono presenti nella crosta terrestre.
I vari processi della tintura industriale
Quando si parla di tintura in senso industriale, si intende quella operazione che consente la colorazione dei tessuti, dei filati e delle pelli: non si tratta, quindi, di una vera e propria pittura, dato che provoca la penetrazione del colore in tutto il corpo dell’oggetto. La colorazione stessa avviene sia per mezzo dell’assorbimento meccanico da parte del tessuto, sia per reazione chimica di questo con il cosiddetto colorante. I due effetti avvengono di solito in contemporanea, sebbene in misura differente a seconda del tipo di colore e di materiale. La tintura delle stoffe e dei filati, inoltre, è preceduta dalla fase di imbianchimento e dalla mordenzatura.
Trafimet presenta una nuova torcia per taglio Plasma
Le novità proposte dalle aziende che sono attive nel settore industriale sono sempre piuttosto interessanti: una di quelle che meritano di essere approfondite fa capo alla società Trafimet Distribution, compagnia di Castegnero (provincia di Vicenza) che domina il mercato della saldatura da almeno tre decenni. In effetti, essa ha presentato in via ufficiale una nuova torcia per taglio Plasma e senza alta frequenza. Ergocut S65, questo il nome del prodotto a cui si sta facendo riferimento, beneficia anzitutto di un progetto davvero innovativo, tanto che si può parlare di un modello base per altri strumenti simili.
Il bilancio del 2011 del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari
Un bilancio molto interessante nonostante la crisi economica: è questo il giudizio di sintesi che si può dare dei risultati finanziari conseguiti nel corso del 2011 dal Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, il cui utile si è attestato a quota 7.674 euro. Il territorio in questione sta vivendo in maniera negativa, come è normale che sia, gli effetti peggiori della congiuntura economica negativa, ma questo bilancio, approvato negli ultimi giorni, rappresenta un segnale senza dubbio incoraggiante, anche perché è stato proposto direttamente dal consiglio di amministrazione.