Uno studio commissionato dallo Scottish Natural Heritage potrebbe suggerire delle nuove linee guida per quel che concerne la gestione delle vecchie e inutilizzate turbine eoliche. La ricerca in questione è andata ad approfondire il momento in cui tali impianti vengono messi fuori uso, oltre al restauro dei siti eolici e perfino come turbine, torri e altre componenti simili possono essere sottoposti a riciclo. Di certo non si può non lasciare spazio a macchinari più efficienti, moderni e funzionanti, ma secondo questa indagine dal 2034 ci potrebbe essere bisogno di riciclare circa 225mila tonnellate di materiale ogni anno in tutto il mondo.
Veicoli industriali: il sistema Evo Filter per serbatoi di Padoan
Padoan, società a responsabilità limitata che ha sede a Olmi di San Biagio di Callata (provincia di Treviso) e che è celebre per i suoi serbatoi destinati ai veicoli industriali, ha innovato ulteriormente la propria gamma di realizzazioni. L’obiettivo rimane sempre quello di venire incontro alle esigenze più attuali, cercando di non far mancare tradizione, qualità e soprattutto il Made in Italy. Ecco perché la linea 63/70 di serbatoi a olio è stata interessata dall’ingresso di un sistema integrato nuovo di zecca, vale a dire Evo Filter. È questo il nome che è stato dato al filtro in questione, molto tecnologico in ogni suo aspetto.
FMP/FXP inaugura la terza generazione delle prese Schmalz
La J. Schmalz Gmbh, leader mondiale della tecnologia del vuoto nel campo dell’automazione, della movimentazione e del bloccaggio, può vantare un nuovo sistema di presa a vuoto. Si tratta di FMP/FXP, una novità industriale che presenta una serie di vantaggi. Anzitutto, la presa di cui si sta parlando è superiore rispetto a strumenti messi a disposizione dalla concorrenza di ben ottantasei punti percentuali, senza dimenticare la flessibilità e l’efficienza dal punto di vista energetico. In pratica, si tratta della terza generazione delle pinze in questione, molto utile per migliorare ulteriormente i processi automatizzati.
A Venezia un workshop su industria agroalimentare e risorse idriche
Mancano meno di due settimane al workshop dedicato all’industria agroalimentare e al suo “incontro” con l’impronta idrica. In pratica, il prossimo 5 luglio il Parco Scientifico Vega di Venezia ospiterà questo evento, un momento senza dubbio importante per capire come tutelare al meglio le risorse idriche nel nostro paese. Tutti gli operatori di questo specifico settore industriale si potranno confrontare, insieme agli esperti internazionali per quel che concerne le già citate risorse. Si parlerà di impronta idrica, una misura che è stata ideata dal professore inglese Tony Allan e che consente di capire qual è il consumo diretto, lo sfruttamento indiretto e l’inquinamento delle acque.
Il Vietnam alle prese con l’inquinamento del suo maggiore parco industriale
Gli agricoltori vietnamiti attivi nel settore della pesca si sono trasformati in veri e propri scienziati in questi ultimi giorni: il loro intervento, seppure con mezzi non proprio classici e tradizionali, è stato fondamentale per gestire nel migliore dei modi l’inquinamento delle acque provocato dal Parco Industriale Bien Hoa 1, senza dimenticare il contributo fin troppo evidente di una azienda attiva nel settore della carta. La contaminazione è stata scoperta lasciando un pesce in una gabbia: con l’animale morto si è capito quali sezioni idriche erano realmente inquinate. Nessuno sta comunque dicendo che questo evento così dannoso nel fiume Dong Nai stia assumendo delle proporzioni serie e preoccupanti.
I materiali e le composizioni dei mattoni
Anche se prodotti in materiali e tipi che differiscono da nazione a nazione a seconda delle esigenze che sono dettate soprattutto dal clima, i mattoni hanno una caratteristica in comune, quella di essere modulari. Ciò significa che le misure sono state concordate tra i fabbricanti in modo tale che essi possano essere combinati, a prescindere dalle loro misure, in un tutto armonico. I formati più comuni sono quello sottile, quello normale, il sottile doppio, il sottile triplo e i blocchi cavi di calcestruzzo. I mattoni in argilla sono dei blocchetti che si utilizzano quasi esclusivamente per la rifinitura dei muri esterni.
Come realizzare una perfetta saldatura autogena
L’attrezzatura necessaria per eseguire la saldatura autogena è costituita da un cannello, un doppio tubo di gomma collegato alla bombola del gas e al generatore dell’ossigeno (recipiente in metallo). Il contenitore in questione è un cilindro di metallo robusto in cui viene introdotto il supporto della cartuccia di ossigeno accesa. Le cartucce di ossigeno possono essere reperite in maniera molto semplice in diverse grandezze, in modo da poter essere poi adattate al tipo di ugello che si desidera impiegare. La durata complessiva di queste stesse cartucce, inoltre, è variabile e compresa fra i tre e i dodici minuti per la precisione.
La crisi senza fine dell’industria italiana della carta
L’industria italiana della carta non riesce ad affrontare da troppo tempo nel migliore dei modi la sfida della competitività. I problemi sono fin troppo noti, in particolare gli oneri eccessivi dal punto di vista energetico, visto che questi ultimi superano il 50% dei costi complessivi. Secondo quanto affermato da Paolo Culicchi, numero uno di Assocarta, gli ultimi cinque anni sono stati caratterizzati dalla chiusura di ben ventisei siti, per non parlare della perdita di ben 40mila posti di lavoro, un vero e proprio dramma non c’è che dire. In aggiunta, bisogna anche ricordare che nel periodo compreso tra il 2011 e il 2012 la produzione totale ha ceduto cinque punti percentuali, per non parlare del -7% di cui si è reso protagonista il fatturato.
La produzione industriale dello zolfo
Lo zolfo è un elemento non metallico che presenta numero atomico 16 e peso atomico 32: è piuttosto abbondante in natura, visto che rappresenta circa lo 0,1% della crosta terrestre, tanto da essere presente sia allo stato libero che a quello combinato. Come si procede alla sua estrazione? L’elemento in questione viene prodotto dal punto di vista industriale sfruttando i giacimenti di zolfo nativo, i quali sono particolarmente abbondanti nelle regioni vulcaniche o in quelle zone che, per diversi eventi geologici, hanno accumulato zolfo elementare proveniente da organismi viventi.
La situazione allarmante dell’area industriale di Porto Torres
È un rapporto allarmante quello stilato dalla sezione sassarese di Legambiente per quel che riguarda la zona industriale di Porto Torres: secondo l’associazione ambientalista, infatti, non è stata posta in essere nessuna bonifica del sito sardo in questione, per non parlare delle aree che sono state messe in sicurezza (attualmente ammontano ad appena il 66% del totale). Bisogna ricordare che si sta parlando di un’area dell’isola che fino agli anni Cinquanta, dunque appena sessanta anni fa, era caratterizzata da un predominio indiscusso del settore primario. Negli anni Sessanta, poi, si decise di sfruttarla maggiormente dal punto di vista industriale.