Chimica industriale: il calomelano

Il calomelano è il composto chimico inorganico, meglio noto, per via della sua formula, come cloruro mercuroso. Di solito, esso si presenta come una polvere di colore bianco, la quale in dei casi molto rari si trova anche in natura (il minerale che corrisponde ad esso viene talvolta indicato con il nome di “corno di mercurio”). In genere, viene preparato attraverso un’apposita sublimazione contemporanea di cloruro mercurico e mercurio elementare, ma può anche essere ottenuto mediante il riscaldamento del solfato mercuroso in presenza di cloruro di sodio o per precipitazione attraverso acido cloridrico di soluzioni che contengono sali mercurosi solubili.

Ragusa protagonista attiva del progetto Meid

Il progetto Meid (Mediterranean Eco Industrial Development) sta coinvolgendo con interesse crescente la città siciliana di Ragusa: sono appena terminate, infatti, due giornate molto importanti per quel che riguarda i tavoli tecnici in questione e l’obiettivo che si vuole perseguire è quello di dar vita a un’area industriale che sia sostenibile dal punto di vista ambientale. Si tratta di un traguardo troppo ambizioso? In realtà, si è ormai perfettamente capito che la green economy rappresenta il futuro dell’economia e queste quarantotto ore ad essa dedicata ne sono una chiara conferma.

Disegno industriale: dagli scarti d’uva matite, carta e imballaggi

La Bandiera Verde è uno dei riconoscimenti più importanti che possano essere assegnati dalla Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori: in particolare, si premia il rispetto dell’ambiente e la creatività, due elementi riscontrati nell’attività di Federica Palazzo, la quale è titolare dell’azienda vitivinicola Principe delle Baccanti a Baranello (piccolo comune della provincia di Campobasso). A cosa si deve questo traguardo così importante? L’impresa di questa ragazza molisana produce Tintilia Doc, ma in particolare si è deciso di premiare la sua sperimentazione di un riutilizzo dei residui di produzione, l’uva in tal caso.

Ad Agnone si discute di archeologia industriale e patrimonio storico

Il 21 novembre è la giornata che tradizionalmente vede gli abitanti di Agnone, piccolo comune molisano (circa cinquemila abitanti per la precisione) della provincia di Isernia, festeggiare la Madonna delle Grazie: si tratta di una sorta di Natale in miniatura dell’artigianato locale, ma la giornata odierna sarà dedicata anche a un incontro pubblico molto interessante che avrà a che fare con l’archeologia industriale. “Agnone dall’archeologia industriale al turismo: un’ipotesi di valorizzazione del territorio”, è questo il titolo del meeting che avrà luogo presso Palazzo dei Filippini, sede del municipio molisano in questione, alle ore 16 di oggi.

Leghe metalliche: il monel

Il monel è la lega metallica che si ottiene trattando direttamente al forno elettrico dei minerali cupro-nicheliferi che provengono dal Canada. La composizione a cui si sta facendo riferimento prevede dei limiti molto precisi: anzitutto, il nichel è compreso tra il 67 e il 70%, mentre il rame risulta essere inferiore da questo punto di vista (tra il 26 e il 30%). Non bisogna dimenticare, poi, le altre percentuali importanti, vale a dire quella del ferro (meno del 3%), il manganese (meno dell’1,5%), il silicio e il carbonio (le cifre sono ancora più basse). In aggiunta, c’è da sottolineare come il carico di rottura del materiale che viene sottoposto alla laminazione industriale arriva fino a sessantacinque chilogrammi per millimetro quadrato.

Chimica industriale: il minio

Il minio è un composto di protossido e perossido di piombo, ottenuto nell’ambito della chimica industriale partendo dal piombo di prima fusione. Quest’ultimo, infatti, viene riscaldato in dei forni a riverbero (la temperatura ideale è compresa tra i quattrocento e i cinquecento gradi per la precisione), in modo da ossidarlo a massicot. Una volta che è avvenuta la macinazione, poi, si procede con una ulteriore ossidazione a minio, in presenza di aria calda e in degli appositi forni. Per cento chilogrammi di questo composto sono necessari di solito 92 o 93 chilogrammi di piombo.

Come si effettua la granulazione dei materiali

La granulazione è l’operazione industriale con cui un determinato materiale viene ridotto in piccoli granelli, in genere di tipo pulverulento: l’obiettivo è facilmente intuibile, dato che si punta a renderne più facili sia l’utilizzo che la conservazione. Questa specifica procedura è tipica dell’industria dei fertilizzanti, ma anche in quella farmaceutica è frequente, senza dimenticare il settore delle materie plastiche. Ma come avviene esattamente? In tal caso, si sfrutta di solito il cosiddetto granulatore. In pratica, si sta parlando del macchinario industriale che riesce a frantumare i minerali e il pietrisco in dei pezzi di dimensione in genere compresa tra i due e i cinque centimetri.

La composizione e l’impiego industriale dei gres

Il gres è un materiale ceramico a pasta compatta, assai dura e formata da particelle a grana più o meno fine: a differenza della pasta della porcellana, essa è del tutto opaca o appena translucida sugli spigoli. Dotati di elevata resistenza dal punto di vista meccanico e di inattaccabilità agli agenti chimici, i gres sono distinti in tre tipologie a seconda della composizione e dell’impiego industriale. I gres ordinari, anzitutto, sono fatti con argille plastiche naturali vetrificabili, vale a dire capaci di diventare compatte prima di fondere o di deformarsi, o con argille smagrite con sabbia quarzosa, o con miscele artificiali di terre refrattarie, feldspati e silice. La cottura dei pezzi in questione, essiccati e foggiati, viene realizzata tra i 1.250 e i 1.300 gradi.

Fertilizzanti chimici: il guano

Nell’ambito della chimica industriale, il guano è quel concime naturale che deriva dal progressivo accumulo delle deiezioni e dei cadaveri di uccelli marini, in particolare lungo il litorale del Sud America in prossimità dell’Oceano Pacifico (i paesi coinvolti sono, nello specifico, il Cile, il Perù, l’Ecuador e la Colombia) e le isole vicine, ma lo si può trovare con una certa semplicità anche nell’Africa australe e in alcune parti del continente asiatico. Volendo essere ancora più precisi, questa specifica denominazione va attribuita anche a diversi prodotti fertilizzanti naturali e di origine organica.

Le ultime novità dal convegno dei periti industriali

Non più Federperiti, ma Industrial Engineers Syndicate: è questa la denominazione nuova di zecca dell’associazione che raggruppa i periti industriali del nostro paese, con una riconferma delle due figure principali, vale a dire il presidente Gianfranco Merisio e il segretario Gianfranco Magni. Si tratta delle indicazioni più interessanti che sono giunte dai due giorni dedicati al congresso nazionale del sindacato in questione, il quale si è svolto a Mogliano Veneto (comune in provincia di Treviso per la precisione). La scelta è stata effettuata in concomitanza con le discussioni relative a un tema ben preciso, ovvero il riconoscimento di una professione tecnica per il continente europeo.