Quello della proprietà industriale sarà l’argomento principe di tre appuntamenti previsti a breve in Toscana: si tratta di meeting molto attesi, in quanto si dovrà porre questa stessa proprietà al centro dell’attenzione, cercando di capire quali sono i modi migliori per tutelarla e valorizzarla. Gli eventi sono stati promossi e organizzati da Unioncamere (ovviamente la sede regionale) e fanno parte integrante di un progetto più ampio, vale a dire quello della valorizzazione e della tutela dei titoli di proprietà industriale. I giorni non sono ancora noti nello specifico, ma il mese di novembre sarà sicuramente preso in considerazione. In aggiunta, sono state scelte le sedi precise, vale a dire Prato, Pisa e Grosseto.
Il business del sale ai tempi della Rivoluzione Industriale
Fin dall’Alto Medioevo, il sale aveva rappresentato una voce essenziale del commercio. Perfino gli Arabi, infatti, considerati un importante modello di autosufficienza, dovevano far affidamento sulle carovane per avere questo prezioso bene: la stessa cosa accadde nei villaggi inglesi ai tempi della Rivoluzione Industriale. Negli anni Settanta e Ottanta del ‘700, l’industria del sale, sia dal punto di vista tecnico che da quello geografico, si movimentò in maniera decisiva. La sola variazione tecnica che intervenne in tal senso fu senza dubbio la sostituzione della legna con il carbone per quel che concerne la bollitura dell’acqua salmastra nei calderoni.
Le fotografie industriali di Robert Doisneau
Robert Doisneau è stato uno dei più grandi fotografi del ventesimo secolo, reso famosissimo soprattutto da uno scatto, il “Bacio davanti all’Hotel de Ville”: forse in pochi, però, sanno che egli fu anche un apprezzato fotografo industriale nei suoi anni giovanili, una gavetta importante che gli consentì di approfondire un mondo in quel momento in espansione. È il 1934 quando il ventiduenne Doisneau viene ingaggiato dal costruttore automobilistico Renault di Boulogne-Billancourt. Questa esperienza dura almeno cinque anni, fino al 1939 e consente di ammirare degli scatti molto interessanti, un contributo fondamentale all’archeologia industriale.
Disegno industriale: le macchine della mostra Low-Tech Factory
Langhenthal, piccola città svizzera del Canton Berna, è stata scelta dalla Scuola Cantonale d’Arte di Losanna per la presentazione di una mostra molto interessante: si tratta di “Low-Tech Factory”, vale a dire una serie di macchine che sono state progettate e pensate dagli studenti iscritti ai corsi di Disegno Industriale. L’obiettivo di una simile esposizione è stato quello di far capire quali sono i processi che portano alla produzione di oggetti che possono essere definiti semplici. Questi stessi studenti si sono quindi confrontati con metodi industriali di un certo tipo, come ad esempio la termoformatura, lo stampaggio e la maglieria automatica, una sorta di celebrazione del lavoro delle fabbriche locali.
Inquinamento industriale: il caso di Zenica
Il caso di Zenica, quarta città per popolazione della Bosnia Erzegovina, non merita di essere dimenticato e trascurato: è proprio nel distretto industriale che si trova nel capoluogo del cantone di Zenica-Doboj, che si è registrato un aumento a dir poco pericoloso dei tumori, un fatto che non può che coincidere con l’inquinamento provocato dalle industrie locali, in primis l’acciaieria cittadina. I prossimi mesi potrebbero essere rischiosi, vista la posizione geografica della località balcanica. In effetti, quest’ultima sorge tra molte colline e montagne, un paesaggio che contribuisce a creare una sorta di cappa inquinante, ricca di sostanze tossiche, proprio quelle che escono dalle ciminiere degli impianti dell’acciaieria menzionata in precedenza.
Pakistan: il nuovo parco industriale di Sargodha
La Pakistan Industrial Development Cooperation ha deciso di istituire un nuovo parco industriale a Sargodha, città pakistana della provincia del Punjab: l’annuncio risale a due giorni fa, con il progetto in questione che sarà reso possibile dai National Industrial Parks, sussidiaria della stessa Pidc, entro la fine di quest’anno. L’inaugurazione ufficiale, infatti, avrà luogo tra due settimane esatte, come è emerso dal comunicato a cui si sta facendo riferimento. Come ha spiegato Moshin Syed, amministratore delegato della cooperazione pakistana, il territorio scelto è di circa cento acri, con l’acquisizione già perfezionata, come anche molte altre formalità, completate in diversi dettaglio.
Archeologia industriale: il Villaggio Crespi d’Adda
Non è un caso che il Villaggio Crespi d’Adda sia patrimonio dell’Unesco: questo sito industriale è una vera e propria città operaia e la sua storia merita di essere approfondita e analizzata. Crespi d’Adda, infatti, è una frazione del comune di Capriate San Gervasio ( ci troviamo nella provincia di Bergamo per la precisione). È proprio qui che i Crespi, una famiglia di industriali cotonieri della Lombardia, decise di istituire il villaggio in questione nell’Ottocento, un luogo ideale per il lavoro che avrebbe accostato il vicino impianto tessile, lungo le rive del fiume Adda per l’appunto.
Il difficile scenario congiunturale delle industrie varesine
Uno scenario difficile: è questa la sintesi più azzeccata per descrivere la situazione in cui si trova il settore industriale della provincia di Varese, con l’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali che ha condotto un’interessante ma anche sconfortante indagine congiunturale. Già la scorsa estate, infatti, si era avuto a che fare con un pericoloso rallentamento del comparto, ma con l’autunno tutto si è concretizzato ancora di più. Il periodo temporale preso in esame è quello del terzo trimestre di quest’anno, vale a dire i tre mesi compresi tra giugno e settembre scorsi.
Macchine agricole: tutto pronto per Eima International 2012
Mancano ancora due giorni all’inizio di Eima International, l’esposizione internazionale di macchine destinate al settore agricolo che si terrà dal 7 all’11 novembre prossimi presso il Quartiere Fieristico di Bologna: questo evento ha una cadenza biennale, dunque l’ultimo precedente in tal senso risale al 2010. In pratica, come si sta capendo facilmente, il comparto interessato è quello che raggruppa le aziende produttrici di macchinari agricoli, quindi si possono citare quelle per la lavorazione del terreno, per la semina, la concimazione, l’irrigazione e la raccolta di prodotti. Il salone in questione si pone dunque l’obiettivo di illustrare agli addetti quali sono le ultime proposte in fatto di meccanizzazione nell’ambito del settore primario.
Industria del legno: la scortecciatrice
La scortecciatrice è quel macchinario industriale che viene impiegato per, come si intuisce dal nome, scortecciare il legno: in effetti, non bisogna dimenticare che la corteccia, la quale è quasi totalmente priva di cellulosa, è anche ricca di sughero e tannini, dunque va a incidere in maniera determinante sulla purezza della cellulosa che poi viene prodotta. Le scortecciatrici più comuni che attualmente si possono rinvenire in commercio si basano essenzialmente sull’azione di uno o più utensili che sono atti a piallare la superficie del legno.