Il nuovo parco industriale della Contea di Faribault

Lo sviluppo economico è qualcosa che va al di là della creazione di posti di lavoro e dell’espansione dei business già esistenti: in effetti, esso include anche una attenta pianificazione per il futuro. La Blue Earth Economic Development Authority e la Faribault County Development Corporation sembrano proprio averlo capito. La contea in questione si trova nello stato federale del Minnesota, negli Stati Uniti, mentre l’autorità di sviluppo economico prende il nome dalla capitale, Blue Earth. Il direttore esecutivo della compagnia, Linsey Warmaka, e il sindaco Rob Hammond stanno unendo le loro forze per trovare un sito adatto al nuovo parco industriale che dovrà sorgere a breve.

La lavorazione industriale delle pelli

Le pelli di mammiferi, bovini, suini, ovini e caprini, nonché quelle dei cervidi e dei rettili, diventano dei cuoi e dei pellami dopo essere state opportunamente lavorate. La qualità di esse dipende ovviamente dalla provenienza, dal modo di vivere, dall’alimentazione e dall’età dell’animale. Le pelli di animali giovani, infatti, sono molto migliori dal punto di vista qualitativo; nelle femmine, poi, il prodotto è superiore rispetto a quello dei maschi. In aggiunta, il buon pascolo, la cura e la selezione delle bestie migliorano in genere le caratteristiche del prodotto finale. Ma come si lavorano le pelli dal punto di vista industriale? Una volta giunte in conceria, queste ultime si lasciano macerare in modo da riacquistare la loro iniziale morbidezza.

Alla scoperta dell’archeologia del Lazio antico e dell’Etruria

Rodolfo Lanciani fu uno dei massimi archeologi e ingegneri del nostro paese tra l’800 e il ‘900: è proprio alla sua figura che si è pensato di dedicare la terza edizione della mostra itinerante “Archeologi tra Ottocento e Novecento: città e monumenti riscoperti tra Etruria e Lazio antico”. La manifestazione è stata curata quest’anno dalla sezione dell’Antiquarium di Guidonia Montecelio, mentre nel 2010 e nel 2011 le città coinvolte in questo senso erano state quelle di Vetulonia e di Alatri. La mostra potrà essere visitata presso l’ex Convento di San Michele fino al prossimo 5 novembre. Di cosa si tratta esattamente? Le grandi scoperte archeologiche e le personalità più influenti da questo punto di vista saranno senza dubbio i due tratti dominanti dell’evento in questione.

Macchinari industriali: l’essiccatoio a calore solare

L’essiccatoio è l’apparecchio industriale in cui ha luogo l’essiccazione: la classificazione di questi macchinari è molto variegata, ma si possono distinguere alcune tipologie in base al loro utilizzo. Le differenze, infatti, riguardano il modo di introduzione del materiale (a funzionamento intermittente e a funzionamento continuo) e in base al sistema di riscaldamento (essiccatoi con riscaldamento per convenzione, con riscaldamento per conduzione, con riscaldamento per irradiazione e con riscaldamento misto). Quindi, si può ben capire come in mezzo a tante varietà di apparecchi, sia difficile approfondirne uno, ma si può tentare quest’ultima operazione con gli essiccatoi a calore solare.

Chimica industriale: l’esaclorocicloesano

La chimica industriale è speso costellata e caratterizzata da elementi che hanno nomi magari complicati, ma che si riferiscono sempre a qualcosa di utile. È questo il caso dell’esaclorocicloesano: che cosa si nasconde dietro a una denominazione così lunga? Si tratta essenzialmente di una miscela di isomeri di forma empirica e che viene prodotta attraverso una opportuna clorurazione del benzene. Questo vuol dire che l’esaclorocicloesano rappresenta un elemento dalla tossicità piuttosto elevata, ma questa è una particolarità che vale per gli insetti, pertanto il suo tipico utilizzo e la relativa produzione industriale fanno riferimento al campo degli insetticidi sintetici. Il composto in questione viene ottenuto in una maniera ben precisa.

Industria chimica: i procedimenti della saccarimetria

La saccarimetria è l’insieme di procedimenti analitici che sono impiegati per la determinazione quantitativa degli zuccheri e del saccarosio a livello industriale: vi sono tre diversi tipi di metodi per porre in essere questo mix di fasi chimico-industriali. Anzitutto, si può cominciare con i metodi areometrici, vale a dire quelli che sono basati sulla temperatura tra la percentuale di zucchero che è contenuto in una data soluzione e il peso specifico di quest’ultima. Per riuscire a determinare il peso specifico , nella pratica industriale si adoperano degli aerometri speciali, i quali sono detti saccarometri, tarati in genere a venti gradi e graduati in modo da indicare direttamente la percentuale in peso di zucchero contenuto nella soluzione in esame (in gradi Balling o in gradi Bix per la precisione).

Industria alimentare e non solo: la salatura

Quello della salatura è il termine generico con cui si indica l’aggiunta di un sale a una sostanza. Nell’ambito dell’industria alimentare, ad esempio, essa consiste essenzialmente nell’impregnare in maniera più o meno profonda di cloruro di sodio gli alimenti come le carni, i salumi, i pesci e i formaggi, in modo da prolungarne la conservazione (un po’ come si faceva in passato, quando il frigorifero non era ancora stato inventato) e per conferire loro delle particolare caratteristiche organolettiche. L’azione conservante della salatura di cui si sta parlando si basa, oltre che sulle proprietà antisettiche del sale stesso, anche sulla disidratazione che esso può provocare nell’alimento.

Macchinari agricoli: le calibratrici

La calibratrice è la macchina industriale agricola che viene sfruttata per la selezione dei principali prodotti del settore primario in relazione alla loro grandezza: di solito, si tende a utilizzare delle calibratrici per i grani, i tuberi, la frutta, le uova e i legumi. Per quel che riguarda, invece, i materiali granulari è maggiormente usato un altro macchinario molto interessante, il vaglio. I tipi di queste macchine sono davvero numerosi e differenziati tra di loro, il tutto in base al prodotto agricolo che deve essere separato, ma anche a seconda del principio di funzionamento che occorre rispettare. In genere, si ha a che fare con un organo di caricamento, un apparecchio selezionatore e degli scivoli di separazione.

Il fenomeno della buccia d’arancio nei metalli

Il termine “buccia d’arancio” è molto comune in diversi ambiti, forse in pochi sanno che esso viene sfruttato anche in ambito metallurgico. Cerchiamo di capire per quale motivo. Quando si a che fare con dei fenomeni piuttosto evidenti di deformazione di un metallo di tipo policristallino (il caso più tipico è quello della piegatura di un piatto, ma anche quello della imbutitura di un laminato in acciaio) si tendono a creare nella maggior parte dei casi delle irregolarità. Tutto questo è molto più frequente nell’ipotesi in cui la dimensione dei grani risulta essere molto sviluppata, tanto che non sono rari i corrugamenti alla superficie; ecco perché si è soliti parlare di “buccia d’arancio” o anche, con gergo anglosassone, di “orange peel”, dato che i fenomeni in questione assomigliano molto alla struttura del frutto appena citato.

Industria alimentare: la fabbricazione del burro

Spesso si danno per scontati molti prodotti, senza chiedersi da dove provengono e come vengono lavorati: è il caso del burro, alimento che possiamo trovare in qualsiasi frigorifero, ma anche e soprattutto un derivato industriale che merita un approfondimento. In effetti, esso deriva dalla sostanza grassa ricavata dalla lavorazione meccanica del latte di alcuni mammiferi. Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che il burro ordinario è quello che si prepara dalla crema del latte di mucca. La sua composizione include i grassi (fino all’87% del totale), l’acqua (10-12%), vari composti organici (lattosio, sostanze proteiche e lecitine) e infine delle sostanze minerali che sono rimaste conglobate tra i globuli di grasso.