Archeologia industriale: Open House riscopre l’ex Opificio Sonnino

Tutti gli appassionati di archeologia industriale di Roma, ma non solo, potranno sfruttare questo sabato una opportunità molto interessante: l’iniziativa Open House ha in programma l’accesso libero all’ex Opificio Sonnino, un edificio che esercita ancora un certo fascino e che ha molta storia da raccontare. Questo stabilimento industriale ormai in disuso sorge nei pressi di Via del Porto Fluviale, tra la Piramide Cestia e Testaccio per intenderci, e forse in molti saranno passati proprio nelle sue vicinanze senza accorgersi della scritta in ferro che ancora campeggia sul fondo giallo, Saccheria Sonnino. Con questo evento, fra tre giorni esatti vi saranno tre ore a disposizione per capire di cosa si tratti effettivamente. La nascita di questo opificio risale addirittura al 1902, anche se nel corso degli anni è stato progressivamente inglobato all’intero isolato, mantenendo però sempre la sua classica destinazione, quella relativa alla fabbricazione della lana.

Le nuove norme sul praticantato dei periti industriali

Come si è imparato nel corso degli anni, la figura del perito industriale è associabile a quella di un tecnico diplomato o laureato che opera nei settori impiantistici di carattere industriale, terziario e civile. Ebbene, la normativa che regola questa occupazione ha subito delle modifiche importanti proprio di recente, tanto che si rende necessario un approfondimento importante. L’accesso alla professione è stato letteralmente rivoluzionato: in particolare, come si è appreso leggendo la Gazzetta Ufficiale dello scorso 10 aprile, c’è una sessione ben precisa quest’anno che si riferisce agli esami di stato per l’abilitazione, con tanto di requisiti nuovi di zecca per l’accesso.

La diversificazione della produzione industriale inglese – Parte Seconda

Il Devonshire fu la prima contea inglese ad avvertire in maniera netta la sensazione che le condizioni industriali stavano mutando in maniera profonda. Le esportazioni verso l’Olanda furono colpite molto duramente e tra il 1710 e il 1721 quelle in partenza dalla città di Exeter diminuirono addirittura di due terzi. È in questo contesto che nasce un cambiamento di moda davvero significativo: gli smerci erano letteralmente apatici, come sottolineava in diverse lettere un mercante della stessa Exeter, tale John Elwill, con alcuni tipi di tessuto che erano stati appena inventati e sfruttati già da molta gente (si trattava di tessuti provenienti dalla città di Norwich).

La diversificazione della produzione industriale inglese – Parte Prima

La natura dello sviluppo che ha coinvolto l’Inghilterra nei sessanta anni che hanno preceduto l’inizio della Rivoluzione Industriale è molto variegata e non può essere analizzata prendendo in considerazione soltanto un settore: ci furono infatti industrie che riuscirono a svilupparsi in maniera più rapida rispetto alle altre, ma si assistette anche al crollo di settori tradizionali, come ad esempio quello dei tessuti di lana di vecchio tipo (old draperies se si vuole utilizzare un gergo anglosassone). Fatto sta che l’industria mineraria, quella della raffinazione del sale, la fabbricazione di chiodi, la tessitura del lino, la raffinazione dello zucchero e perfino la lavorazione del vetro progredivano in maniera evidente, dando vita a nuove attività e nuove ricchezze.

Chimica industriale: l’importanza del butadiene

Il butadiene è un idrocarburo di estrema importanza industriale: si tratta, infatti, del maggior costituente della gomma artificiale, una componente chimica di cui non si può fare a meno in molte lavorazioni. Esso è stato prodotto in maniera artificiale per la prima volta su scala industriale in Germania nl corso della Prima Guerra Mondiale, attraverso una opportuna polimerizzazione dell’acetilene. Prima che scoppiasse il secondo conflitto bellico negli Stati Uniti, comunque, il butadiene non era altro che un semplice sottoprodotto della raffinazione e della lavorazione del petrolio, mentre si ignoravano altri impieghi. Nel 1942, poi, a causa dell’impossibilità di proseguire l’importazione della gomma naturale, ne fu iniziata la produzione su larga scala anche in territorio americano.

La saldatura per induzione ad alta frequenza

La saldatura per induzione si basa essenzialmente su un principio ben preciso: quando la frequenza della corrente che percorre un avvolgimento viene aumentata in maniera sensibile e un oggetto in metallo viene introdotto nel campo magnetico che si genera, l’oggetto si riscalda molto rapidamente. Questo fenomeno viene definito come “riscaldamento per induzione ad alta frequenza”. Sono due i fenomeni elettrici che intervengono per generare calore nell’oggetto stesso durante il riscaldamento in questione, vale a dire le perdite per correnti vorticose e le perdite per isteresi. Nel riscaldamento ad induzione, poi, l’oggetto che deve essere riscaldato di metallo e quindi diventa conduttore di elettricità; questo vuol dire che le correnti si inducono nello stesso modo con cui si inducono nell’avvolgimento secondario di un trasformatore.

Archeologia industriale: Cannole inaugura il Museo dell’Arte Olearia

Cannole, piccolo comune di 1.750 anime in provincia di Lecce, celebre soprattutto per le sue masserie, ha fatto parlare di sé per una novità molto interessante che ha a che fare con l’archeologia industriale: in effetti, la cittadina pugliese ha voluto avviare con la massima attenzione questa avventura, una riscoperta importante di un passato non proprio lontanissimo. La giornata di ieri, quindi, è stata caratterizzata dall’inaugurazione ufficiale del Museo dell’Arte Olearia e della Civiltà Contadina, una struttura di estremo interesse e che è stata dedicata alla figura di Ubaldo Villani, politico di spicco da queste parti nel secolo scorso.

Il nuovo parco industriale della Contea di Faribault

Lo sviluppo economico è qualcosa che va al di là della creazione di posti di lavoro e dell’espansione dei business già esistenti: in effetti, esso include anche una attenta pianificazione per il futuro. La Blue Earth Economic Development Authority e la Faribault County Development Corporation sembrano proprio averlo capito. La contea in questione si trova nello stato federale del Minnesota, negli Stati Uniti, mentre l’autorità di sviluppo economico prende il nome dalla capitale, Blue Earth. Il direttore esecutivo della compagnia, Linsey Warmaka, e il sindaco Rob Hammond stanno unendo le loro forze per trovare un sito adatto al nuovo parco industriale che dovrà sorgere a breve.

La lavorazione industriale delle pelli

Le pelli di mammiferi, bovini, suini, ovini e caprini, nonché quelle dei cervidi e dei rettili, diventano dei cuoi e dei pellami dopo essere state opportunamente lavorate. La qualità di esse dipende ovviamente dalla provenienza, dal modo di vivere, dall’alimentazione e dall’età dell’animale. Le pelli di animali giovani, infatti, sono molto migliori dal punto di vista qualitativo; nelle femmine, poi, il prodotto è superiore rispetto a quello dei maschi. In aggiunta, il buon pascolo, la cura e la selezione delle bestie migliorano in genere le caratteristiche del prodotto finale. Ma come si lavorano le pelli dal punto di vista industriale? Una volta giunte in conceria, queste ultime si lasciano macerare in modo da riacquistare la loro iniziale morbidezza.

Alla scoperta dell’archeologia del Lazio antico e dell’Etruria

Rodolfo Lanciani fu uno dei massimi archeologi e ingegneri del nostro paese tra l’800 e il ‘900: è proprio alla sua figura che si è pensato di dedicare la terza edizione della mostra itinerante “Archeologi tra Ottocento e Novecento: città e monumenti riscoperti tra Etruria e Lazio antico”. La manifestazione è stata curata quest’anno dalla sezione dell’Antiquarium di Guidonia Montecelio, mentre nel 2010 e nel 2011 le città coinvolte in questo senso erano state quelle di Vetulonia e di Alatri. La mostra potrà essere visitata presso l’ex Convento di San Michele fino al prossimo 5 novembre. Di cosa si tratta esattamente? Le grandi scoperte archeologiche e le personalità più influenti da questo punto di vista saranno senza dubbio i due tratti dominanti dell’evento in questione.