Ocme, azienda parmigiana fondata nel 1954 e attiva nello sviluppo di tecnologie per il riempimento, il confezionamento e la palettizzazione, si è segnalata in questi ultimi tempi per DryBlock. Si tratta di un sistema molto vantaggioso per quel che riguarda le fasi che riguardano il confezionamento, partendo dal riempimento della bottiglia fino ad arrivare alla logistica di magazzino. In pratica, momenti industriali strategici e fondamentali come l’etichettatura e la già citata palettizzazione, beneficiano di una soluzione unica, un blocco singolo. Quali sono esattamente i punti a favore di una scelta del genere?
Archeologia industriale: l’ambizioso progetto per le Officine Benelli di Pesaro
Uno degli esempi più riusciti di riutilizzo dell’archeologia industriale delle Marche è approdato niente meno che a Bruxelles: in effetti, due giorni fa si è concluso il corso di formazione presso il Parlamento Europeo, una occasione sfruttata per parlare del caso delle Officine Benelli. Si tratta di un edificio che a Pesaro ha rappresentato la sede della Fabbrica Motociclistica Benelli. Il suo restauro ha consentito ora di far diventare tutto ciò un luogo in cui la cultura la fa da padrona. Tra l’altro, c’è da sottolineare come il patrimonio industriale del comune marchigiano non sia poi così ricco, dunque le officine in questione sono state un vero e proprio vanto, in quanto un ricordo indelebile dell’azienda metalmeccanica che ha segnato la storia industriale cittadina.
Design industriale: le ultime esperienze degli studenti al Cemi
Il Centro Europeo di Modellismo Industriale (Cemi) di Savigliano ha continuato ad accogliere classi scolastiche e studenti, una occasione molto utile e importante per sviluppare idee e progetti. L’ultima iniziativa in questo senso, infatti, è stata quella che ha coinvolto l’Istituto di Istruzione Superiore Soleri-Bertone di Saluzzo (provincia di Cuneo), sfruttando la collaborazione tra la scuola stessa, l’agenzia formativa AgenForm e il Centro per l’Impiego locale. In particolare, l’appuntamento in questione ha riguardato gli studenti che hanno frequentato il Corso di Arte del Legno, i quali hanno potuto concordare e decidere le idee che poi saranno realizzate nei laboratori del centro stesso.
Come si ripara il buco di una marmitta
I danni provocati dalla corrosione, negli impianti di scarico per essere precisi, si manifestano prima di tutto nei punti in cui i gas di scarico del motore arrivano già raffreddati, andando a depositare gli agenti aggressivi sulle pareti interne. In genere, la marmitta che si trova in posizione posteriore quella che viene corrosa per prima. Nel caso in cui il resto dell’impianto si trovi ancora in buono stato, allora vale la pena di procedere con la riparazione, applicando un mastice speciale e l’apposita fasciatura che si trova in vendita nei negozi di accessori per auto. Il mastice e la fascia in questione, inoltre, devono esser fatti asciugare all’aria aperta.
Fabbrica di carta: i libri che raccontano l’Italia industriale
Fabbrica di carta: il nome è piuttosto evocativo, visto che si tratta di un volume molto interessate, edito da non molto da Laterza, a cura di Giorgio Bigatti e Giuseppe Lupo. Come recita il sottotitolo, si sta parlando di “libri che raccontano l’Italia industriale”, dunque con tale pubblicazione si ripercorre la storia della nostra industria dagli anni Trenta fino ai giorni nostri, con molti passi e racconti di scrittori. Lupo è professore di Letteratura Italiana presso l’Università Cattolica di Milano, mentre Bigatti insegna Storia Economica alla Bocconi, di conseguenza le loro competenze si sono fuse in maniera ideale.
L’archeologia industriale dell’isola di Malta
Una settimana fa si è tenuta a Malta una conferenza sul patrimonio industriale dell’isola mediterranea: il titolo di questa conferenza, “Approcci all’eredità industriale maltese: cosa funziona?”, fa intendere come ci si sia concentrati su aspetti piuttosto particolari del passato industriale di Malta, in modo da poter ottenere il giusto apprezzamento dalle generazioni future. L’organizzazione è stata curata dalla The Farsons Foundation, in collaborazione con il Dipartimento del Patrimonio Industriale dell’Università di Malta. Dopo un’ampia introduzione dedicata alla Rivoluzione Industriale britannica del XVIII secolo, è stato il momento di parlare delle eredità che sono state lasciate nel territorio in questione.
Svelato il piano per il parco industriale di Abuja
La Federal Capital Territory Administration (Fcta) della Nigeria ha svelato il piano volto ad attrarre investimenti diretti esteri per un totale di 1,8 miliardi di dollari: si tratta di una somma di denaro che verrà sostenuta nei prossimi quattro anni per quel che riguarda il parco industriale di Abuja, la capitale del paese africano. Secondo quanto sottolineato da Namadi Sambo, numero due dell’amministrazione federale di cui si sta parlando, questo progetto è la diretta conseguenza della visita di stato del presidente Goodluck Jonathan in Turchia nel 2011, quando le due nazioni hanno condiviso alcune iniziative di stampo economico.
Inaugurata la mostra Visioni Industriali presso la Fondazione Ansaldo
La fotografia industriale non può che esercitare un fascino tutto particolare. Un esempio molto interessante è quello che può essere ammirato presso la Fondazione Ansaldo a Genova, più precisamente nella sede di Villa Cattaneo dell’Olmo. Le immagini e gli scatti che si è deciso di esporre sono quelli di Edoardo Montaina, fotografo spezzino che vanta una delle maggiori rappresentatività nazionali da questo punto di vista. L’evento di cui si sta parlando, intitolato “Visioni industriali”, beneficia inoltre delle parole preziose di Marco Benedetto, direttore del giornale online Blitz Quotidiano, ma anche di uno storico importante come Valerio Castronovo, numero uno del Centro Studi Impresa, e di Alessandro Pansa, l’amministratore delegato di Finmeccanica.
Inquinamento industriale: l’aiuto offerto dalla biotecnologia
L’utilizzo della biotecnologia per contrastare l’inquinamento industriale è una delle principali sfide che l’Unione Europea vuole affrontare attraverso un apposito progetto di ricerca. Per capirlo meglio, bisogna spostarsi presso l’Università di Friburgo, in Germania, visto che è proprio qui che un team di biologi sta facendo crescere del muschio in un ambiente controllato. Questa pianta tipica del sottobosco è piuttosto utile come bioindicatore dei contaminanti dell’aria, visto che è privo di radici e riescono ad assorbire una massa interessante.
Gli utilizzi industriali della vaselina
Spesso se ne parla quasi con imbarazzo per via dei suoi utilizzi “particolari”, ma la vaselina merita comunque di essere approfondita dal punto di vista industriale. Che cosa è esattamente? Si tratta di una miscela chimica di idrocarburi, i quali vantano un elevato numero di atomi di carbonio, per la maggior parte saturi della serie paraffinica e naftenica, senza dimenticare le quantità più piccole di idrocarburi non saturi che fanno parte della serie etilenica e di quella diolefinica. La vaselina si presenta in genere come una massa semisolida, omogenea, molto untuosa, filante, leggermente fluorescente, di colore bianco se pura e giallastra o bruna quando è invece impura.