La “Guida all’archeologia industriale della Toscana” è un volume davvero utile per chi volesse conoscere nel dettaglio il patrimonio lasciato dalle industrie nazionali nella regione del nostro paese: si tratta di un’opera di un certo rilievo, soprattutto perché è stata composta da Giuseppe Guanci, senza dubbio uno dei principali conoscitori dell’archeologia industriale italiana, nonché segretario dell’Aipai (Associazione Italiana Patrimonio Archeologico Industriale). Il libro in questione rappresenta un fondamentale vademecum per tutti coloro che volessero conoscere o avvicinarsi al territorio toscano e approfondirne la sua memoria storica e industriale. Il turismo archeologico di questo tipo sta sempre più prendendo piede, quindi una pubblicazione simile non può che risultare utile.
Gli impieghi e le produzioni industriali dei mastici
La produzione industriale dei mastici, un tempo piuttosto empirica, si è sempre più orientata verso un impiego piuttosto specifico su qualsiasi tipo di materiale con cui si può avere a che fare. È quindi utile distinguere quali sono le tipologie principali in questo senso, in modo da comprenderne l’utilità e le differenze. Un esempio molto interessante è offerto senza dubbio dai cosiddetti “mastici a freddo”. In pratica, si tratta di quelle soluzioni industriale dense e a base di caucciù, oppure di resine sintetiche e di solventi di natura organica: la classica presentazione che possiamo rinvenire in commercio è quella dei tubetti che sono pronti all’uso, visto che il loro impiego peculiare riguarda il caso domestico e quello artigianale. Al contrario, i mastici a fusione sono quelli che prevedono una composizione a base di cera lacca, colofonia, coppale e pece.
Calcestruzzo e costruzioni industriali: il betonaggio
Il betonaggio è l’insieme di operazioni che riguardano la confezione del calcestruzzo: le modalità di esecuzione, le quali comprendono il deposito dei materiali, i sistemi di dosatura, la preparazione dell’impasto, il trasporto del calcestruzzo stesso e talora anche la sua gettata, dipendono dall’entità della costruzione che deve essere realizzata. La preparazione a mano oppure a macchina per mezzo di betoniere è ancora impiegata, ma più che altro quando si tratta di impastare poche centinaia di metri cubi di calcestruzzo. Per quel che concerne invece le maggiori quantità si provvede all’impasto degli inerti in una apposita centrale di betonaggio che, centralizzando la maggior parte delle operazioni e riducendo nel cantiere i trasporti dei vari materiali, consente di realizzare degli indubbi vantaggi economici, oltre a una assoluta sicurezza della delicata operazione di dosaggio.
La potenza delle macchine industriali: le bilance dinamometriche
La bilancia dinamometrica è adoperata solitamente nell’ambito della misurazione della potenza di una macchina industriale. La misura dinamometrica, infatti, richiede in primo luogo il rilievo simultaneo della forza che viene esercitata dal lavoro e quello della velocità relativa al suo punto di applicazione; inoltre, esso può essere eseguito su un qualsiasi tipo di membro della catena cinematica in movimento, visto che, andando ad astrarre dai fenomeni dissipativi che in una macchina ad alto rendimento sono di lieve e modesta entità, la potenza riesce a conservare un valore costante lungo tutta la trasmissione. La difficoltà più grande che si può incontrare in questa specifica operazione è presentata dalla misura della forza che dovrebbe essere esercitata mentre il membro al quale è applicata si trova in movimento.
Design industriale: l’edizione 2012 di Eco Bike Design Contest
Sono rimasti soltanto altri tre mesi per aderire a un importante concorso di design industriale che è stato indetto congiuntamente da Solsonica e Poli.Design: si tratta dell’iniziativa che è volta a ricerca in modo minuzioso i progetti più innovativi per quel che concerne una bicicletta di tipo elettrico e una pensilina in grado di funzionare a energia fotovoltaica per la ricarica dello stesso mezzo di trasporto. L’”Eco Bike Design Contest”, questo il nome ufficiale dell’evento, andrà a selezionare le proposte migliori e più funzionali, così da ottenere una bicicletta sostenibile e in grado di sfruttare in maniera ottimale l’energia messa a disposizione. Riuscirà quindi a evolversi davvero la mobilità a due ruote?
La rivoluzione industriale del settore della moda
Il termine “rivoluzione industriale” è solitamente associati agli eventi storici che si sono verificati tra il XVIII e il XIX secolo: utilizzarlo al giorno d’oggi è sintomo di qualcosa di davvero rivoluzionario in un settore specifico. È quello che sta succedendo nel campo della moda, tipicamente interessato alle innovazioni, sia dal punto di vista produttivo che economico. Nel caso in questione, inoltre, la novità consiste nel miglioramento dell’impatto sull’ambiente, grazie a nuovi criteri per quel che concerne la responsabilità sociale, con il diretto coinvolgimento dei consumatori quindi. “Sustainable fashion, an Industry R-Evolution” è l’iniziativa a cui si sta facendo riferimento, la quale coinvolge designer ed esponenti del mondo industriale, del nostro paese e anche della Gran Bretagna.
L’archeologia industriale rivaluta la zona del disastro di Marcinelle
Marcinelle, pochi chilometri a sud di Charleroi, miniera Bois du Cazier: questi nomi fanno purtroppo venire in mentre il grave disastro che costò la vita a ben 262 minatori, gran parte dei quali italiani che erano emigrati proprio in Belgio per motivi di lavoro. Ora, però, è possibile associare questo luogo anche a qualcosa di positivo, una straordinaria occasione di incontro in una zona del mondo che presenta un patrimonio archeologico industriale davvero importante e ricco. Il sito industriale in questione, infatti, è stato da tempo fatto oggetto di una riconversione molto interessante, tanto da diventare un vero e proprio museo con tre diverse sezioni che è possibile visitare. Anzitutto, si può accedere allo “Spazio 8 agosto 1956”, con la data del grave incidente che rimane ancora ben impressa nella memoria: in quest’area, vengono ricordati in modo adeguato i minatori che sono periti quasi cinquantasei anni fa.
KeM10, il modem industriale di Kronos Electric
Il nome può sembrare leggermente complicato, ma l’utilità è davvero importante: il riferimento non può che andare a KeM10, il modem di tipo industriale che beneficia della tecnologia Gprs Gsm per la gestione remota dei macchinari, degli strumenti che vengono utilizzati per le varie misurazioni e per il trasferimento di dati specifici. Questo strumento, inoltre, è molto utile quando è necessario abilitare in maniera adeguata la comunicazione e il controllo da remoto dell’apparato che deve essere gestito. Il suo funzionamento specifico è presto detto. Anzitutto, KeM10 è in grado di leggere con accuratezza tutti quei dati e le informazioni che sono necessarie mediante delle apposite interfacce; il passaggio successivo consiste poi nella comunicazione di questi stessi dati, insieme allo stato del dispositivo coinvolto, attraverso la già ricordata connessione Gprs alla centrale di controllo, consentendo quindi la gestione a cui si sta facendo riferimento.
Utensili industriali: il divisore meccanico e ottico
Il divisore è l’accessorio tipico delle fresatrici universali che si sfruttano a livello industriale: il suo utilizzo è necessario per tre motivi distinti, vale a dire il sostegno del pezzo per tutta la durata dell’operazione, la realizzazione di fresature equiangolari o ad angoli determinati intorno a un cilindro e l’esecuzione di scanalature di tipo elicoidale. Il divisore è adoperato anche nell’ambito della rettifica, nel controllo di ampiezze angolari, nella tracciatura di cerchi graduati e in tutti quei casi in cui siano in gioco delle misure angolari. Un esempio molto interessante in questo senso è il divisore meccanico, la cui ruota elicoidale è calettata sull’albero del mandrino, il quale presenta nella parte anteriore una sezione filettata per il fissaggio di un normale disco autocentrante o di un disco menabrida.
Le miscele industriali denominate Dowtherm
Il nome “dowtherm” è quello che è stato registrato per due tipi distinti di miscele, le quali sono costituite da particolari liquidi organici: l’utilizzo in questione, inoltre, è quello relativo ai mezzi per la trasmissione di calore ad alta temperatura. Di quali miscele si tratta per la precisione? I due liquidi che sono caratterizzati da questo termine specifico sono il Dowtherm A e il Dowtherm E. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Il Dowtherm A è la miscela eutettica (il punto di fusione è più basso di quello dei singoli elementi che la compongono) che è costituita al 73,5% in peso di ossido di difenile e dal 26,5% di difenile vero e proprio. Si tratta di un mix molto stabile, il quale viene impiegato per quelle temperature che sono comprese tra i duecento e i quattrocento gradi.